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COSì GIRA IL MONDO...EPPURE NON LO SANNO

Uomo, la natura non ti appartiene, per questo ti soffoca la brama del suo dominio. E la tua gioia è sentirti padrone della terra e del denaro, padrone, tu credi, della tua vita, padrone di credere che la donna esista per il tuo servizio. E gridi, ti affanni per un'esistenza intera alla ricerca del dominio degli eventi, piegando al tuo volere le leggi e gli dei, in un caos infernale che tutto travolge e soffoca. Qui invece, in silenzio, siedono le regine del mondo incoronate di lunghi capelli e di pelle sottile, senza proclamare il loro segreto. Non bramano piegare le leggi della natura, poichè quelle leggi sono il loro stesso sangue al punto che istinto e ragione coesistono in loro. Non bramano raggiungere le stelle poichè comprendono l'immensità della contemplazione. Non chiedono guerre poichè sanno sfamare i propri figli. Non disprezzano il sesso perchè è il regalo ad esse donato, il potere supremo di custodire. Qui, in silenzio, siedono le regine del mondo, con le lacrime nascoste nel petto per tutte le volte che gli uomini umiliano la vita e mancando loro di rispetto condannano il mondo ad essere diviso in due. Uomo, tu cerchi l'ordine nell'immobilità sterile, nella legge immutabile, e in nome di una certezza assoluta che altri uomini o il tuo dio ti consegnano rinunci alla tua umanità, alla coscienza, al coraggio, al rispetto. E non sai, non ti accorgi, che accanto a te c'è una donna che guarda e che decide, una donna che cambia, perchè la sua natura è il movimento e l'evoluzione. Essa sa ciò che tu sempre ignorerai e continuerà ad essere tua madre, ad esser la tua donna, a crescerti e a vederti disprezzare la vita, il sesso, le sue forme morbide che odierai perchè non le puoi possedere, che odierai perchè puoi possederle, e ciò che tu possiedi nelle tue mani diventa cenere e perde valore. Perchè quel giorno Eva non corruppe Adamo, ma l'uomo che mai si arrese alla propria debolezza fece come i bambini fanno, e diede la colpa a qualcun altro. Ti vedrà tradire la buona natura che Dio ti ha dato e che non sai apprezzare, e soffrirà di non poter condividere con te la vita.

Pubblicato il 5/7/2007 alle 0.34 nella rubrica GERMI LETTERARI.

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