.
Annunci online

  scrittricesivive
 
Diario
 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sto leggendo

L'AMANTE INVISIBILE
L'erotica sciamanica
nelle religioni
nella letteratura
e nella
legittimazione politica

(E. Zolla)

 

Sto mangiando

Pane pomodorini e olive nere toste.

Si accettano sughi all'anciova

via postacelere.

Ragazzi sono a dieta, INGRASSANTE.

 

BAU CETTE!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

         

           

 

 

 

 

 

 

 

Locations of visitors to this page


7 novembre 2009

CHIUSURA BLOG

Annuncio la chiusura del blog, è in corso la costruzione di una nuova pagina su un'altra piattaforma, quando pronta ve ne darò notizia.




permalink | inviato da scrittricesivive il 7/11/2009 alle 17:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


6 luglio 2009

COMPRAMI!

Potete richiedere il mio libro direttamente a me all'indirizzo email rossella.stefini@yahoo.it

Prefazione
È un vero e proprio "canzoniere", quello di Rossella Stefini. Nel senso che qui si canta soprattutto l'amore, ma anche perché qui ogni lirica è un "canto", sia pure venato di dolore.
Limpido il suo dire, ogni parola appropriata, e la cadenza musicale tutta volta ad un'interiorità che si accorda non solo all'immagine, ma anche al sottofondo del sentimento che lo accompagna.
È possibile cantare l'amore, oggi? Sì, perché l'amore fa parte dell'uomo, e l'uomo vive d'amore o uomo non è. Si direbbe che in queste liriche d'amore venga assaporato nelle sue estasi e nei suoi drammi. E così deve essere: presenza e corrispondenza; vuoto e assenza; illusione e tormento.
Ma la vita è fatta per le primavere e l'autrice non si rassegna all'inverno, anche se ne ha sperimentato il sapore e persino l'utilità.
La forma e la bellezza di questa raccolta stanno proprio nell'aver assunto l'amore come totalità, come tema unico su cui sono possibili infinite variazioni, senza che il canto venga meno. Talvolta si tratta di un assorto, solipsistico scavo interiore, tal'altra di corsa spasmodica verso un "tu" con cui ricercare il senso del vivere. Ma sempre il verso è domanda, sorpresa, dubbio, conquista, vittoria.
L'eleganza e la misura sono le note caratteristiche di questa poesia piena e ininterrotta. Il suo miracoloso nitore porta fuori dal greve peso della materia verso un'atmosfera di "estatica scoperta". Un'atmosfera, però, non rarefatta e lontana. Per questo non manca, anzi è intensa e molto sentita la nota erotica. Un eros di sorprendente purezza, pur essendo imbevuto di sensualità, come nei versi: "Portami a sdraiarmi nell'erba, / e il legno del mio sguardo/ si perderà nella giada/ dei tuoi pensieri chiusi".
L'autrice si guarda vivere nel momento del suo incanto e del suo dolore. E noi siamo ammessi ad entrarle nel cuore, commossi di sentirlo invocare "Spegni ogni tanto/ quello sguardo bambino/ e riportami la luce forte/ di una matura dolcezza".
L'elemento naturalistico presente, con discreta ossessione, quasi ovunque, è quello dell'acqua: sia essa onda del mare, "catene d'acqua", "occhi marini", o lacrima e pianto. L'elemento acquoreo è parte integrante di queste liriche, quasi ad aiutarle a scivolare via senza intoppi verso l'alto o, forse, verso altri cuori che cercano parole per dire l'ineffabile. Esperimento che a Rossella Stefini è riuscito con rara perfezione.(C.S.)
Nota Critica
Non è un libro "facile", né la solita accozzaglia di banalità; tutt'altro. "La legge dei miei occhi" è un testo densissimo, talvolta significativamente pluristratificato nel disvelamento del significato. Visionario, estatico, simbolico, si avvale dell'eccellente padronanza della parola poetica da parte dell'Autrice per ridisegnare ambienti e situazioni noti, ed andare oltre. La ricerca della trascendenza, la compenetrazione dell'immanenza, la natura del mondo racchiusa in una tazza di té. E le foreste di simboli costantemente interrogate. Un'opera prima degna dei migliori "poeti maledetti"; un libro che meraviglia per l'altezza della forma e del significato, ma soprattutto per la sua eccezionale freschezza. (Davide Gorga)
 
 
Premessa
L'autore della prefazione critica alle mie poesie dice di me più di quanto io stessa non saprei dire, e dice veramente tutto.
Scrivere è il mio istinto, un tentativo di plasmare i pensieri potenti che scorrono nella mia vita in una forma che abbia il loro stesso sapore, quello estatico di una scoperta, di una verità preziosa da non dimenticare. Scrivere ha a che fare con il Motore dell'universo, e a volte le parole possono essere questo motore. Dedico questa raccolta alla carissima Suor Maria Cecilia Serina, che durante la scuola media mi fece scoprire l'amore per la poesia e per la tecnica poetica, svelandomi che proprio quello poteva essere il mezzo per esprimere i pensieri che mi incendiano, e che la mia natura mi obbliga a svelare.


                                                                                                        IL FARO
 
                                                                                   Raccolta
                                                                                   tra la pietra calda
                                                                                   e il vento ondoso
                                                                                   osservo
                                                                                   il mare verticale
                                                                                   piegarsi
                                                                                   alla legge dei miei occhi
                                                                                   chiusi sul fragore
                                                                                   delle mie cento vite.


La copia è autografata dall'autrice



11 febbraio 2009

DOVE ACQUISTARE IL MIO LIBRO

Ciao a tutti, vorrei invitare coloro che sono interessati ad una copia del mio libro di rivolgersi direttamente a me e non all'editore.


16 gennaio 2009

GAZA URLA DI DOLORE

 TRASCRIVO dal blog http://guerrillaradio.iobloggo.com/ di vittorio Arrigoni, attivista per i diritti umani e free lance del Messaggero. Attenzione ad aprire il blog: è pieno di foto di bambini morti e persone mutilate. Ci tengo a precisare che non appartengo a nessuna fazione politica e l'unica politica in cui credo è quella della giustizia. Quest'uomo e i filmati di AlJazeera mi dicono il vero. Sapere che gli ospedali, le ambulanze, i soccorritori, i medici vengono bombardati senza alcun rispetto (dati ufficiali) mi fa dire solo che quello Stato che si definisce democratico è solo un macellaio. Macellai invasati anche quelli di Hamas, ma fortunatamente i morti israeliani ufficiali solo solo 4. Più di mille i palestinesi. Non sono solita farmi paladina di cause non mie, ma qui si tratta di umanità, si tratta di una strage che per volere dei media viene sottaciuta, e cavolo abbiate il coraggio di guardare questi bambini morti, più di 350! E di queste persone mutilate di arti, famiglie, di vita! Il dolore che mi affligge è profondo e vero, vorreste voi un destino così per i vostri figli, senza potervi fare nulla, come dei topi in una gabbia, come degli ebrei in una camera a gas?

ecco l'articolo:

Dante non avrebbe saputo immaginare gironi così infernali come le corsie dei dannati negli ospedali di Jabalia. La legge del contrappasso qui è applicata al rovescio. Tanto più innocente è la vittima tanto meno viene risparmiata dal martirio delle bombe. Al Kamal Odwan, all' Al Auda, le piastrelle in ceramica dei pronti soccorsi sono sempre belle lustre, gli inservienti hanno sempre un gran da fare a ripulirle dal sangue che gronda dall'incessante via vai di barelle cariche di corpi massacrati. Iyad Mutawwaq stava camminando per strada quando una bomba ha aperto uno squarcio in un edificio poco distante. Insieme ad altri passanti si era precipitato per prestare i soccorsi, mentre una secondo ordigno colpiva il palazzo, uccidendo un padre di 9 figli, due fratelli, e un altro passante che al pari di Iyad era corso sul posto per aiutare i feriti. La solita storia ripetuta, dieci, cento volte. La tecnica preferita di ogni terrorismo ricalcata alla perfezione dall' esercito di Tsahal. Si lancia un bomba, si attendo i soccorsi, si ribombardano feriti e soccorsi. Per Iyad queste sono bombe americane ma portano l'autografo anche di Mubarack, il dittatore egiziano che qui Gaza fa concorrenza ad Olmert in capacità di catalizzare livore. Dietro il letto di Iyad, un anziano con le braccia ingessate sta disteso con gli occhi fissi al soffitto, non proferisce più parola, mi dicono abbia perso tutto, famiglia e casa. Fissa le crepe di un intonaco che cade a pezzi come per cercare una risposta alla disfatta della sua esistenza. Khaled ha lavorato 25 anni in Israele, prima dell'ultima intifada. Come gratifica Tel Aviv non gli ha concesso una pensione, ma una serie di missili aria-terra sulla sua abitazione; presenta ferite su tutto il corpo da schegge di esplosivo. Gli chiedo dove andrà a vivere una volta dimesso dall'ospedale. Mi risponde dove sta ora la sua famiglia: per strada. Come la sua, numerose famiglie non sanno più dove rifugiarsi. I più fortunati hanno trovato ospitalità da parenti e conoscenti, come abbiamo verificato, ma si può definire vita lo stipare un centinaio di persone in due appartamenti di 3 stanze ciascuno? Due bombe sull'abitazione di Ahmed Jaber hanno messo in fuga la sua famiglia, ma troppo tardi. Una terza esplosione ha sepolto sotto le macerie 7 suoi familiari, e anche due bambini di 8 e 9 anni suoi vicini di casa. Dice "ci hanno fatto fare un salto all'indietro nel 1948. Questo è il supplizio per il nostro attaccamento alla patria. Possono staccarmi le braccia e la gambe dal tronco, ma non mi lasceranno mai abbandonare la mia terra". Un dottore mi prende in disparte e mi confida che la figlia di 7 anni di Ahmed è arrivata in pezzi, stava contenuta in una minuscola scatola di cartone. Non hanno avuto il coraggio di riferirglielo per non deteriorare le sue già precarie condizioni di salute. In serata anche a Iyad hanno portato via il telefono per non fargli pervenire cattive notizie. Un tank ha centrato la casa della sorella, decapitandola. Alla fine la nostra imbarcazione del Free Gaza Movement non è giunta al porto di Gaza. A 100 miglia dalla meta designata, in acque internazionali, sono stati intercettati da 4 navi da guerra israeliane, disposte a far fuoco e ammazzare il nostro carico di dottori, infermieri e attivisti per i diritti umani. Nessuno deve osare ostacolare la mattanza di civili che continua ininterrottamente da 3 settimane. A est di Jabilia, dinnanzi al confine, testimoni oculari parlano di decine di corpi in putrefazione per le strade, le loro carni putrescenti sono divorate dai cani. Ci sono anche centinaia di persone impossibilitate a muoversi, diverse ferite; le ambulanze non possono sopraggiungere nell'aera perchè ovunque ci sono cecchini che sparano. I palestinesi sono esausti di schiattare nell'indifferenza generale, e diversi accusano anche croce rossa internazionale e Onu di non fare abbastanza. Di non ottemperare in pieno al loro dovere, di non rischiare la loro vita per salvarne centinaia di altre. Andremo noi dell' ISM, a piedi, con delle barelle, laddove l'umanità ha oltrepassato i suoi confini e si è eclissata. I soloni coi culi di pietra poggiati nei salotti buoni della politica discettano di strategie belliche e di guerra contro hamas, mentre qua ci stanno letteralmente massacrando. Bombardano gli ospedali, e c'è chi ancora si pronuncia sul diritto di Israele all'autodifesa. In qualsiasi stato che si definisce minimante civile, l'autodifesa è proporzionale all'offesa. In questi 20 giorni abbiamo contato 1075 vittime palestinesi, l'85% civili, più di 5000 feriti, dei quali più della metà sono minori di 18 anni. 303 i bambini orrendamente trucidati. Fortunatamente solo 4 vittime civili israeliane. Come a dire che per Israele il giusto bagno di sangue per vendicare ognuno dei suoi civili ammazzati, è quello di sterminarne almeno 250 della parte avversa. Ditemi se vuoi che se questa sproporzione fra difesa e offesa non vi riporta agli eccidi compiuti come rappresaglia nelle pagine più nere della storia moderna europea. Ma veniamo al punto, di legittima difesa si tratta? Ai Marco Travaglio, ai Piero Ostellino, ai Pierluigi Battista e agli Angelo Panebianco, che insistono con la loro solfa imputando ad Hamas la responsabilità di questo genocidio in quanto trasgressore della tregua fra Israele e Palestina, vorrei ricordare la posizione delle Nazioni Unite. Il professor Richard Falk, relatore speciale delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha espresso idee chiare in proposito: Israele ha di fatto rotto la tregua in novembre sterminando bellamente 17 palestinesi. Nel mese di novembre si erano registrate zero vittime israeliane, zero vittime come in ottobre, come nel mese precedente e quello precedente ancora. Lo ha ricordato recentemente anche il premio Nobel ed ex presidente USA Jimmy Carter. Dispiace, che giornalisti come Travaglio, su cui riponevamo la nostra stima perchè estremo baluardo di una informazione libera e quanto più possibile veritiera, si siano infiltati l'elmetto dell'IDF e intrattengo le masse dinnanzi al tubo catodico dilettandosi nello sport più di moda da queste parti, il tiro a segno sugli infanti. Batto i tasti in un ufficio dell'agenzia di stampa Ramattan, attorno i reporters palestinesi vestono giubbotti antiproiettili ed elmetti. Non tornano ne stanno per recarsi dinnanzi ai carri armati, siedono semplicemente davanti ai loro computer. Due piano più sopra gli uffici della Reuters sono stati appena colpiti da un razzo, due feriti gravi. Quasi tutti i piani dello stabile sono vuoti al momento, sono rimasti i giornalisti più eroici, questo inferno in qualche modo deve continuare a essere raccontato. Poco prima l'esercito israeliano aveva rassicurato la Reuters di non evacuare, di restare negli uffici perchè sicuri. Stamane bombardato e distrutto anche l'edificio delle Nazioni Unite, stabile messo in piedi anche coi soldi del governo italiano. Berlusconi, esisti? Diversi i morti e feriti. John Ging, capo dell'UNRWA, agenzia dell'ONu per i profughi palestinesi, testimone oculare, parla chiaramente di bombe al fosforo bianco. Nel quartiere Tal el Hawa di Gaza city, un'ala ospedale Al Quds è in fiamme, imprigionata dentro insieme ad una quarantina fra medici e infermieri e un centinaio di pazienti anche Leila, nostra compagna dell'ISM. Ci ha raccontato per telefono le loro ultime drammatiche ore. Un carro armato è dinnanzi all'ospedale e cecchini sono ovunque, sparano a qualsiasi cosa si muova. Tutt'attorno la distruzione, nella notte hanno osservato dalle loro finestre un edificio colpito dalle bombe incendiarsi, e udito le urla di terrore di intere famiglie, di bimbi, implorare aiuto. Non hanno potuto muoversi e impotenti, hanno osservato quei corpi arsi dal fuoco riversarsi in strada e ridursi in cenere. L'inferno si è rivoltato e al suo centro nel cuore di Gaza, noi siamo i dannati di un odio inumano. Restiamo umani. Vik





Vittorio Arrigoni
Blog: http://guerrillaradio.iobloggo.com/


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. gaza vittorio arrigoni

permalink | inviato da scrittricesivive il 16/1/2009 alle 23:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


1 settembre 2006

"LA LEGGE DEI MIEI OCCHI": ma l'avete letto??

Il mio contatore visite si aggira sui 19mila e mi sorge una domanda: ma qualcuno ha letto il mio libro? Il fatto è che il mio Signor Editore si sta prendendo tutti i diritti del book e si rifiuta di rendermi note le vendite..Quindi, se a qualcuno interessasse lo richieda direttamente a me e non al link del mio editore, e se qualcuno già l'avesse comprato, aiutatemi a fare una piccola stima di quanto mi nasconde il suddetto editore. Leggetemiiii... ;)


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. rossella stefini legge occhi libro

permalink | inviato da il 1/9/2006 alle 9:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


26 gennaio 2006

IL PARADISO DEGLI ORCHI di Daniel Pennac - recensione

E già che ci siamo anche la mia recensione di questo piacevolissimo:

Titolo:    Il Paradiso degli orchi
Autore:  Pennac Daniel
Prezzo: € 7,00
Dati: 37 ed., 206 p.
Anno: 2002
Editore: Feltrinelli
Collana: Universale economica

“Au bonheur des ogres”, questo è il titolo originale, ispirato alla saga familiare di “Au bonheur des dames” di Emile Zola. “Il paradiso degli orchi” è il primo libro della saga di Benjamin Malaussene. Daniel Pennac ci narra in questo libro di genere poliziesco/fantastico, con tratti di umorismo micidiale, la saga del protagonista Benjamin Malaussene, responsabile di una famiglia caotica composta da una nidiata di fratelli minori (stessa madre, padri diversi) oltre che di un cane epilettico, e con una curiosa professione: il capro espiatorio. Quando qualche acquirente si presenta all’Ufficio Reclami del grande magazzino in cui lavora e che è cornice all’azione del romanzo, Benjamin viene trascinato davanti a lui, indicato come responsabile del danno e licenziato. Il suo compito è quello di piangere fino a commuovere il cliente al punto di convincerlo a ritirare il reclamo. Finchè un giorno all’interno del grande magazzino scoppia una bomba,  e Benjamin si trova nel posto sbagliato.
 Il disordine è la caratteristica che permea tutti i caratteri e gli eventi, e il protagonista se ne fa carico. Disordine è la sua famiglia senza padri con una madre in perenne fuga amorosa, che torna a casa, partorisce e poi sparisce di nuovo. Disordine è il mondo multirazziale di Belleville,  periferia parigina teatro degli eventi, in cui convivono francesi, arabi, berberi, senegalesi, vietnamiti... Disordine è l’amore intenso e difficile tra Benjamin e la giornalista Julie. Questo si intuisce, che forse per Pennac la vita è un disordine, a volte ordinato, dal quale emergono le paure più profonde e i sentimenti più veri e la volontà più autentica per affrontare la selva dell’esistenza.
 Il linguaggio dell’autore appare all’inizio inconsueto e scioccante, ma dopo le prime pagine non se ne può più fare a meno. Pennac si diverte a scrivere, e si sente! Per questo di seguito indico i titoli degli altri romanzi della saga, per tamponare quella tristezza che avrete al termine del primo libro, come quando si lascia un amico con il quale ci si è divertiti un bel po’.
Consiglio questo libro soprattutto a chi non ama la lettura, perché potrebbe restarne folgorato. Un capolavoro.

Dello stesso autore:
· La Fata Carabina
· La Prosivendola
· Signor Malaussene
· La passione secondo Therese
· Ultime notizie dalla famiglia


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. daniel pennac paradiso orchi bonheur ogres

permalink | inviato da il 26/1/2006 alle 15:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


11 ottobre 2005

ZA ZA ZA ZANZIBAAAAR!






ZANZIBAR




permalink | inviato da il 11/10/2005 alle 21:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


7 luglio 2005

RESURREZIONE O INCARNAZIONE?


Da: Il libro dei Segreti di Osho Rajneesh

Ero in una città. Venne da me un uomo: era un musulmano. Io però non lo sapevo, non ne ero consapevole. Ed egli era vestito in modo tale da sembrare un indù. Non solo sembrava un indù, ma anche il suo parlare era tipicamente indù. Mi fece una domanda. Disse: "I Musulmani, i Cristiani dicono che c'è una vita sola. Gli Indù, i Buddhisti e i Giainiti dicono che ci sono molte vite - una lunga sequenza di vite, e che, a meno che uno sia Liberato, si continua a rinascere moltissime volte. Perciò che cosa ne dici tu? Se Gesù era un Illuminato doveva pur saperlo. Ed anche Muhammad, o Mosè, devono averlo saputo che ci sono molte vite e non solo una, se erano Illuminati. E se tu dici che hanno ragione, che dire allora di Mahavira, Krisna, Buddha e Sankara? Una cosa è certa, non possono essere tutti Illuminati.
Se ha ragione il Cristianesimo, allora Buddha ha torto, Krisna ha torto, Mahavira ha torto. E se hanno ragione Mahavira, Krisna e Buddha, allora Muhammad, Gesù e Mosè hanno torto. Spiegami dunque. Sono molto perplesso; sono in un garbuglio - confuso. E non possono avere ragione entrambi. Come possono avere entrambi ragione? O ci sono molte vite o ce n'è una sola". Era un uomo molto intelligente, e aveva studiato molte cose, perciò disse: "Non puoi solo evadere la domanda e dire che hanno entrambi ragione. Non possono avere entrambi ragione. È logicamente così. Non possono avere entrambi ragione".
Ma io gli dissi: "Non è necessario che sia così. Il tuo approccio è assolutamente sbagliato. Sono entrambi degli artifici. Nessuno dei due ha ragione e nessuno dei due ha torto. Sono entrambi degli artifici. Gli divenne impossibile capire che cosa io intendessi con artificio.
Muhammad, Gesù e Mosè stavano parlando ad un certo tipo di mente, e Buddha, Mahavira, Krisna parlavano ad una mente molto diversa. Ci sono in verità due religioni che sono la fonte delle altre - quella indù e quella ebraica. Perciò tutte le religioni nate dall'India, tutte le religioni nate dall'Induismo, credono nella rinascita, in molte nascite, e tutte le religioni nate dal pensiero ebraico - Islam, Cristianesimo - credono in una sola vita. Questi sono due artifici.
Cercate di comprenderlo. Dato che le nostre menti sono fisse, noi prendiamo le cose come teorie e non come artifici. Perciò molte volte la gente viene da me e mi dice: "Un giorno dici che è giusto questo, e un altro giorno dici che è giusto quello, non possono essere giuste tutte e due le cose". Naturalmente, non possono essere giuste tutte e due le cose, ma nessuno sta dicendo che lo siano. Io non mi occupo di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato. Mi interessa solamente quale artificio funzioni.
In India usano questo artificio delle molte vite. Perché? Ci sono molti motivi. Tutte le religioni nate in Occidente, particolarmente dal pensiero ebraico, erano religioni di gente povera. I loro profeti non erano colti. Gesù non era colto, Muhammad non era colto, Mosè non lo era. Erano tutti poco colti, non sofisticati, semplici, e parlavano a delle masse che non erano per niente sofisticate, che erano povere. Non erano ricche. Per un uomo povero, una vita è più che sufficiente - più che sufficiente! Sta morendo di fame. Se gli dici che ci sono tante vite, che continuerete a rinascere sempre di nuovo, che vi muoverete in una ruota di mille e una vita, il poveraccio si sentirà solamente frustrato per l'intera cosa. "Che cosa stai dicendo?" un poveraccio chiederà: "Una vita è fin troppo, quindi non parlarci di mille e una vita, di un milione di vite. Non dir questo. Dacci il paradiso subito dopo questa vita". Dio diventa una realtà solo se può venir raggiunto dopo questa vita - immediatamente. Buddha, Mahavira, Krisna parlavano ad una società molto ricca. Oggi è diventato difficile comprendere perché l'intera ruota si è girata. Ora l'Occidente è ricco ed è l'Oriente ad essere povero. A quei tempi l'Oriente era ricco e l'Occidente era povero. Tutti gli Avatara indù, tutti Tirthamkara (Maestri del Mondo) Giainiti, tutti i Buddha (Risvegliati) erano principi. Appartenevano a famiglie reali. Erano colti, educati, raffinati in ogni modo possibile. Non potete rendere un Buddha più raffinato. Era assolutamente fine, colto, educato. Non gli si sarebbe potuto dare nulla in più. Anche se Buddha venisse oggigiorno, non gli si potrebbe dare nulla in più. Perciò essi parlavano ad una società ricca. Ricordate, in una società ricca ci sono dei problemi differenti. Per una società ricca, il piacere non ha senso, il paradiso è senza senso. Per una società povera il paradiso ha molto senso. Se la società sta già vivendo in paradiso, il paradiso non ha più senso. Perciò non potete più proporre il paradiso. Non potete creare un incentivo a fare qualcosa per il paradiso: ci sono già - e annoiati. Perciò Buddha, Mahavira, Krisna non parlano del paradiso. Parlano di libertà. Non parlano di un piacevole mondo dell'al di là. Parlano di un mondo trascendentale dove non c'è né dolore né piacere. Il paradiso di Gesù non li avrebbe certo attratti. Ci erano già. E, in secondo luogo, il vero problema per un uomo ricco è la noia. Ad un uomo povero, promettetegli il piacere nel futuro. Per un uomo povero il problema è la sofferenza. Per un uomo ricco la sofferenza non è il problema. Per un uomo ricco il problema è la noia. È annoiato di tutti i piaceri.[...]


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. resurrezione morte religione cristianesimo islam buddha

permalink | inviato da il 7/7/2005 alle 18:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


22 giugno 2005

TEMPORALE

Aprire gli occhi di mattina, socchiuderli per un attimo e trovarsi già in un pomeriggio torrido della nuova estate. Un'estate invernale per ora, con tratti psicologici di fuga, misti alla voglia indispensabile di sole. Fa caldo. Camminare quindi lenti verso il frigo alla ricerca di un succo d'arancia. Versarlo in un bicchiere, pensare di trangugiarlo e invece sorseggiarlo al ritmo di una succhiatina al minuto per sessanta interminabili istanti, mentre le persiane alle finestre sono ancora chiuse, e da fuori filtra l'impressione di una decina di gradi di temperatura in in più rispetto all'interno. Scrivo due pensieri ed è già trascorsa mezz'ora. Se ne penso un'altra temo si facciano le sei. Penso. Brutto affare. Ma preferisco ancora una personalità depressiva ad una nevrotica. Senza dubbio più utile a me stessa. Persa nei miei demoni.

(strada x Tremosine, Lago di Garda)


"Credevi che un eremita vivesse in un eremo
e invece abita in una casetta con giardino
in un gaio boschetto di betulle,
dieci minuti dalla strada,
per un sentiero con cartelli segnaletici."

                                                     Wislava Szymborska


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. tremosine garda

permalink | inviato da il 22/6/2005 alle 17:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


15 aprile 2005

PERCEZIONI

Io mi stupisco, vado avanti e non smetto di stupirmi, succede sempre che un nuovo evento mi regali, e non sempre si tratta di cosa gradita, nuove visioni del mondo, o meglio degli esseri umani e della loro infinita, della mia infinita, piccolezza.Siamo tutti sulla stessa barca, chi prima chi dopo cade tra i flutti con qualche distratto o ignobile o calcolato sbilanciamento della barchetta. Ma ci vuole la patente nautica, vero, per portare il nostro mezzo in acqua, vero? Ecco, prendiamocela questa responsabilità. Ricordiamoci che le nostre azioni in buona parte dipendono da noi, con i loro effetti buoni o nefasti e che l'abitudine, ormai assunta come modello, di scrollarsi di dosso ogni merito o colpa in nome della negazione della morale, non porta a nessuno grandi guadagni. Morale..guai a chi ne parla vero? Perchè ci sentiamo offesi se qualcuno osa giudicare i nostri comportamenti, se viviamo in un paese di diecimila abitanti in cui le nostre azioni sono più o meno palesi agli occhi di tutti..Beh, viva la morale, dico io, io che amo la libertà e l'indipendenza e odio i giudici e le bavosità pseudocristiane, io che non sopporto i giudizi su di me , ma li ascolto e se posso e voglio replico a gran voce, io dico viva la morale! 
Il limite serve, deve esserci, e limite del rispetto umano non è per me cosa della cui nobiltà o meno  si possa discutere. C'è e basta. Non tiratemi in ballo cazzate, sappiamo tutti cosa è il rispetto. Perchè questo post? Perchè uscire a cena e parlare con dei medici che a fine serata esclamano "son le tre di notte domani mattina si lavora..ma si tanto chi se ne frega dei malati?quelli si arrangiano!" mi fa profondamente male. Qualcuno di loro leggerà questo post? Ben venga, ben venga..




permalink | inviato da il 15/4/2005 alle 12:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


19 gennaio 2005

SHAKTI

Lasciatemi un commento su questa immagine, voglio sapere a cosa pensate se guardate questa immagine..

 

 

 

 

 

 

 

 

 




permalink | inviato da il 19/1/2005 alle 21:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


19 gennaio 2005

RADIODERVISH

Se non lo avete ancora fatto..ascoltateli...


 


 


 


 


 


L'esigenza di unirmi ogni volta con te
E ogni volta mostrare la mia vanità
Come dolce follia
S'interessa di me
Ma se è amore perdonami
perché unendo divido anche il mondo a metà
Forse è un angelo che si diverte così

Miele nel vino tu sei
Piccola venere
L'indifferenza ti fa
Altissima

E chiamai disordine
Quelle armonie in me
Credevo all'abitudine
Le parole amore mio
Serviranno a fingere
Che voglia non ho più di te

I discorsi che faccio quando sto con me
Sono esempi perfetti di banalità
Se non parlo con te
Se non parlo di te

Ogni istante decidere
Ma il mio corpo è imperfetto e non basta più a sé
E' una sete che so
Non mi lascerà più

"L'esigenza" - Radiodervish

www.radiodervish.com


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. radiodervish

permalink | inviato da il 19/1/2005 alle 21:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


1 gennaio 2005

LA FINESTRA SUL CORTILE-MERENDA COI CACHI / LOTI

Guardate gli uccelli del cielo..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




permalink | inviato da il 1/1/2005 alle 16:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


29 dicembre 2004

CHIANCINU L'OCCHI MEI

 Ho trascritto questa canzone degli Agricantus, s'intitola "Amatevi"..è qualcosa di eccezionale..con un sottofondo di ninnananna berbera..in attesa di aver l'esatta trascrizione mentre il loro sito è sospeso. Volevo linkarvela a qualche mp3 ma non ho trovato niente. Si accettano correzioni.


 


Chiancinu l’occhi mei


un s’asciugari


amuri ca da iu lassai


m’accumpagnu p’a via


cchi mei suspiri


u cielu supra’mmia m’aiuta a chianciri…


 


luce c’o sole..c’a luna..


‘a notte s’abbuia..


jornu che fuje..


disiu di pace..


scantu di guerra..sciatu..paroli..


l’acqua s’asciuga cusì cù si bagna..


disiu di pace..scantu di guerra..


 


Chiancinu l’occhi mei


un s’asciugari


amuri ca da iu lassai


m’accumpagnu p’a via


cchi mei suspiri


u cielu supra’mmia m’aiuta a chianciri…

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. agricantus amatevi sicilia

permalink | inviato da il 29/12/2004 alle 21:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa


29 dicembre 2004

FOTO DANNI TERREMOTO SALò









 



















 



 






 

 













 

 

Son stata a Salò da Vagabondando e ho colto l'occasione anche per documentare con qualche foto i danni del terremoto che ancora non avevo visto. Le strutture abitative han fatto il loro dovere, nonostante crolli, tetti e camini che han ceduto, smottamenti, crepe e mura inclinate spaventosamente il paese ha retto, e pure la sua gente. Sembra tutto tranquillo all'apparenza. Non ci si accorge. Forse dei duemila sfollati si avverte la mancanza, c'è un silenzio più insolito del solito (Salò d'inverno non è un paese granchè vitale). Le strade sono ripulite. Le case fin troppo silenziose..certo, sono vuote! Non si vedono moltissime crepe. Poi però se guardi dentro le finestre delle case ti accorgi che dentro non c'è nessuno perchè ogni stanza è puntellata da decine di pali d'acciaio per evitare il crollo. La casa della seconda foto dovrà essere abbattuta, 2 crepe la attraversano orizzontalmente lungo il perimetro, è come una torta tagliata in due per metterci la farcitura, tutte le finestre, porte e balconi son puntellati, dà l'impressione di venir giù da un momento all'altro come un castello di carte. La terza foto è il palazzo del Comune che si è staccato dalla pavimentazione del lungolago di qualche centimetro. Tutte le diverse centinaia di metri del lungolago son attraversati da una crepa. La quarta foto è un'altro edificio a rischio di crollo, osservate bene che tutte le strutture visibili sono un impianto di sicurezza per tenerla in piedi. Le restanti cose orizzontali sono le crepe causate dal moto sussultorio. Pare che ci sia ora una gara dei soliti ricchi per aggiudicarsi queste case pericolanti. Le comprano! Allo stesso prezzo precedente il terremoto! Devo dire che mi impressiona la cosa. Il tappeto verde dell'altra foto non è erba ma le migliaia di avanotti e aole che riposano nel porto del paese al caldo dei faretti nell'acqua.

La disperazione e il dramma però esistono, anche se al di fuori dell'eclatante.

Sono tanti i modi della sofferenza.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. terremoto garda salò

permalink | inviato da il 29/12/2004 alle 15:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


22 ottobre 2004

SCIAMANA

Ho appena inaugurato un blog ALTRO su splinder, dedicato a quella metà di me che si cura della dea Verità, a volte nascosta, e volte detta esoterica.


http://sciamana.splinder.com 


blog per ora piccolo piccolo e lentissimamente in evoluzione per raccogliere i miei stupori.


Crescerà.




permalink | inviato da il 22/10/2004 alle 17:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


20 ottobre 2004

DORMIRE SOTTO IL VULCANO

 

 

 

 

 

 

 

Sembrerebbe normale, ma non lo è. Ti entrano nella carne strane nuove vibrazioni, un senso di pericolo imminente, mentre sul balcone fumi l'ultima sigaretta osservando la colata di lava che scende in un'onda, e il fumo che sale a confondersi con le nubi, e le luci dei paesi a pochi passi da quella magnifica violenza al quieto vivere. Là sotto sono tutti nervosi,come i cani quando sentono le scosse sismiche, e anch'io scodinzolavo agitandomi. E mi calmavo con ondate di nutella spalmate sul pane e addentate sotto il sole, con il mare di ottobre sulla spiaggia di ghiaietta. Poi si andava in giro, ma il vulcano me lo sentivo ancora dentro, a tingere l'atmosfera di fuoco, a scaldarmi la vista del panorama da Taormina, le curve in velocità sulla moto, i piatti di pasta alle melanzane e gli arancini caldi. Invasa e pervasa dal vulcano che rende tutto instabile, mi sentivo fuori dal tempo quando i miei occhi osservavano la realtà e non sapevano darsi alcuna spiegazione, come se all'improvviso di me stessa non sapessi più nulla e mi fossi persa nel limbo delle anime indecise. La morte è sempre un evento inaspettato. Trasmigro.




permalink | inviato da il 20/10/2004 alle 12:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


19 giugno 2004

IN GROPPA ALLA VITA

I figli i cui genitori si sono molto amati manifestano un’impavidità verso la vita che la prole generata in letti freddi non conosce. Sono proprio come quei cherubini degli antichi bassorilievi, che vengono rappresentati in groppa ai leoni, intenti a spronare il possente signore del deserto coi piccoli talloni rosei, tirandogli la scura criniera. Le pericolose potenze della vita anno vegliato intorno alle loro culle, il leone è stato il loro guardiano e il loro amico, e quando lo incontrano nella vita essi, ridendo, riconoscono in lui il loro vecchio compagno di giochi.


 


Karen Blixen  (Le Cariatidi, un racconto mai finito)




permalink | inviato da il 19/6/2004 alle 12:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


3 giugno 2004

GIUSTIZIA SIA FATTA

A proposito della bellissime citazioni dai libri di D. Pennac:

Quel che donna vuole, Dio lo vuole.




permalink | inviato da il 3/6/2004 alle 0:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


3 giugno 2004

CATENE

Il trattato di Versailles ha prodotto dei tedeschi vessati che hanno prodotto degli ebrei erranti che fabbricano dei palestinesi erranti che fabbricano delle vedove erranti incinte dei vendicatori di domani.


(D. Pennac)




permalink | inviato da il 3/6/2004 alle 0:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


2 giugno 2004

DEFINISCO

Il vero dovere di giustizia è considerare ogni individuo come un fine.

(Kant)




permalink | inviato da il 2/6/2004 alle 0:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


13 maggio 2004

GATTITUDINE

Il mio corpo traduce con

facilità i misteri.

Il mio corpo è il libro di

Come- Andare.

Giuro che le mie vie sono

profonde come le vie d’acqua.

 

Mando un messaggio con

la schiena arcuata

ma nascondo più di un

messaggio di quanti rivelo.

Sollevo la zampa e mando

un segnale segreto.

 

(Philip Daley)




permalink | inviato da il 13/5/2004 alle 13:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


6 maggio 2004

QUINTO VANGELO

Una sera Gesù era molto triste e i suoi occhi erano perduti in un lontano futuro. Disse:"Mi faranno apparire amante del dolore e della sofferenza. Sento dire ovunque che il mondo è una valle di lacrime e che l'uomo è fatto per soffrire. Nulla di più falso. Solo per la sua stupidità e per la sua visione limitata l'uomo si circonda di sofferenza. Io sono venuto tra voi per indicarvi la strada della gioia. Il mio giogo è leggero come una ghirlanda di fiori e la mia autorità è dolce. Se seguirete la strada che vi indico, troverete una felicità che è come un albero sempre verde. (tratto dai manoscritti del nilo)




permalink | inviato da il 6/5/2004 alle 15:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


24 aprile 2004

FELICITà

Un giorno un giornalista mi ha chiesto di parlargli della felicità,e la mia risposta deve essergli piaciuta, perchè l'ho vista pubblicata su un giornale. Era questa:

 

La felicità?... è un bene assoluto, o c’è, o non c’è: non credo si possa essere “un po’ “ felici, perché la felicità quando c’è ti invade, ti ricolma, non ti fa esitare nella risposta quando qualcuno ti chiede se la provi. Non c’entra nulla con la serenità, con l’assenza di preoccupazioni, con la pace dei sensi, non può essere uno stato permanente, e per quanto mi riguarda la felicità è un’illuminazione improvvisa, un senso di appartenenza completa alla ruota degli eventi, quasi sempre una sorpresa per un dono che la vita mi presenta. E la miglior sorgente di questo dono è il contatto di due anime, io credo. Ma a questo contatto bisogna esser predisposti, bisogna conoscere se stessi, la propria natura, bisogna amarsi, lasciare ogni infingimento, scoprire l’onestà e abbandonare le censure in nome della bellezza unica che ci appartiene in quanto semplicemente esseri umani: il sentimento, la cosa più autentica che può nascere dentro di noi. Cosa altro può generare la felicità? Una presenza. Qualcuno a noi caro esiste, e questo può bastare, a me può bastare per essere felice. Io sono felice in questo momento e non so se, come mi pare, con il passare del tempo si affini la mia capacità di cogliere occasioni di felicità. Proprio per questo, non cambierei il momento che sto vivendo con un altro momento perché, per qualche strano caso,  più vivo e più ho motivi di essere felice. Spesso sento discorsi sui “bei tempi passati”, ma l’età dell’oro per me è questa, e quella che dovrà venire. Non penso che non ci saranno difficoltà, che non accadranno gravi eventi nella mia vita. In realtà sono pronta a tutto, anche alle cose peggiori, per un certo innato pessimismo o direi  realismo. Ma questo non importa, la vità rimarrà piena di ancora tanti regali, senza dubbio. Basta esser predisposti a riceverli. Se dipenda da noi o da qualcun altro, questo non lo so. In una poesia ho scritto che non contano gli eventi che ci accadono, i nostri scopi, il nostro affannarci, ma solo uno sguardo divino/che decida/dall’alto/di donarti/te stesso.”


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. rossella stefini legge occhi poesia libro

permalink | inviato da il 24/4/2004 alle 16:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


24 aprile 2004

EROS E THANATOS

No, non è un ponte il mio corpo; non puoi attraversarlo e salvarti, non puoi evitare il fiume.(Tasos Korfis)

Questa brevissima composizione fa parte di una raccolta-gioiello donatami.

Si tratta di una settantina di poesie moderne greche tradotte per la prima volta in italiano e appena pubblicate.

EROS-THANATOS POESIA GRECA MODERNA

a cura di Natasha Rouchota

Edizioni Ariele-Milano

Ve lo consiglio, e spero che sia un modo come un altro per far emergere una cultura nascosta.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. eros thanatos poesia greca moderna

permalink | inviato da il 24/4/2004 alle 16:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


29 marzo 2004

LA LEGGE DEI MIEI OCCHI

Salve a tutti!!!
Inauguro il mio blog postando l'introduzione a "La legge dei miei occhi", e svelandovi che si tratta della mia opera prima di poesia. Date un'occhiata alla  pagina a cui vi manda il link "OPERA PRIMA"sulla destra, e fatemi sapere che ne pensate di tutto, copertina inclusa. Dalla prefazione: "Limpido il suo dire, ogni parola appropriata, e la cadenza musicale tutta volta ad un'interiorità che si accorda non solo all'immagine, ma anche al sottofondo del sentimento che l'accompagna. L'eleganza e la misura sono le note caratteristiche di questa poesia piena e ininterrotta. Il suo miracoloso nitore porta fuori dal greve peso della materia verso un'atmosfera di estatica scoperta. Un'atmosfera, però, non rarefatta e lontana. Per questo non manca, anzi è intensa e molto sentita la nota erotica. Un eros di sorprendente purezza, pur essendo imbevuto di sensualità."
Naturalmente, non l'ho scritta io...




permalink | inviato da il 29/3/2004 alle 21:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

sfoglia     luglio       
 

 rubriche

Diario
LE MIE POESIE
MEDICINA
DANZA ORIENTALE
VIDEOSOGNI
GERMI LETTERARI
FACOLTà DI MEDICINA ATENEO DI BRESCIA

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

ESOTERICA
SCRITTORISIMUORE
VAGABONDANDO
NEWSLETTER STUDENTI ATENEO DI BRESCIA
eCarta
ANDYLAROCK

Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom