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FACOLTà DI MEDICINA ATENEO DI BRESCIA
 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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L'AMANTE INVISIBILE
L'erotica sciamanica
nelle religioni
nella letteratura
e nella
legittimazione politica

(E. Zolla)

 

Sto mangiando

Pane pomodorini e olive nere toste.

Si accettano sughi all'anciova

via postacelere.

Ragazzi sono a dieta, INGRASSANTE.

 

BAU CETTE!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

         

           

 

 

 

 

 

 

 

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26 gennaio 2006

NEWSLETTER STUDENTI dell'ATENEO DI BRESCIA premiata a COMUNICARE ON LINE

La redazione della newsletter studenti dell'Ateneo di Brescia,della quale faccio parte, è stata premiata al  concorso nazionale "Comunicare on Line", che si è tenuta lo scorso 5 novembre a Bologna al COM-PA, Salone Europeo della Comunicazione Pubblica dei Servizi al Cittadino e alle Imprese. Il concorso è stato promosso dall'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale che era rivolto alle iniziative editoriali on line delle Pubbliche Amministrazioni locali e centrali, delle Aziende sanitarie, delle Universita' e delle Local Utilities che abbiano veicolato, con professionalita' ed efficacia, notizie ed informazioni di reale interesse per i cittadini e gli utenti.   Il nostro magazine on line si è aggiudicato il terzo posto... una bella soddisfazione. :))))))




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29 novembre 2005

Brescia ha il triste primato di essere tra le città italiane più colpite da AIDS, facciamo il punto su come difenderci!


Giovedì 1° Dicembre 2005, ”Giornata Mondiale per la lotta all’Aids”, il Sism (Segretariato Italiano Studenti in Medicina) organizza  nell’atrio della Facoltà dalle 9 alle 18 un banchetto informativo e una raccolta fondi. Il Sism si mette di nuovo in primo piano nell’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui temi della salute, della cooperazione e dello sviluppo, nel tentativo di incrementare la consapevolezza riguardo alla salute riproduttiva e alle problematiche sociali ad essa connesse.

In particolare questo avviene tenendo conto che Brescia è tra le primissime città in Italia per casi Aids, e l’andamento dell’infezione continua ad assumere nella nostra città un’incidenza di emergenza non comune, configurando gli eterosessuali come categoria più a rischio. Questo dato resta sconosciuto alla maggior parte della popolazione, con il rischio che il problema taciuto continui a crescere di proporzioni: il primo complice dell’Aids è ancora la disinformazione! Quindi la soglia di attenzione nei confronti di questa malattia si è abbassata, ed oggi i casi di contagio sono in aumento soprattutto fra le persone che hanno rapporti sessuali pensando di non essere a rischio. L’invito del Ministero della salute è “L’amore per noi stessi è il primo che ci protegge dall’Aids”. Quindi, se anche per voi questa notizia è nuova, parlatene con chi vi sta intorno, ricordandoci tutti che il preservativo è l’unica barriera che può difenderci dal virus, che utilizzarlo altro non è davvero che un atto di rispetto verso di sé e verso l’altro, che dovrebbe entrare come cosa scontata nel nostro comportamento sessuale. Ricordiamo anche che il preservativo è un metodo contraccettivo che difende non solo dall’Hiv, ma anche dall’epatite, dalla sifilide, dalla candidiasi e da numerose altre patologie più o meno gravi e molto diffuse. Si sa che spesso il preservativo può essere fonte di imbarazzi tali da predominare sulla sicurezza, e spesso per questo non lo si usa rischiando ben peggio di un momento di tensione o di una brutta figura. A chi obbietta che il suo uso è innaturale perché creerebbe una fastidiosa pausa nell’atto sessuale ricordiamo che basterebbe, per esempio, che le donne non lasciassero l’incombenza dell’utilizzo effettivo solo al loro partner (oltre che l’acquisto e la proposta dell’uso..). In questo modo il preservativo diventerebbe una cosa di entrambi, che rientra nel rapporto intimo come normale e non come veicolo di imbarazzi. Visto che il banchetto del Sism si occuperà anche di distribuire gratuitamente condom a go go potrebbe essere l’occasione per tutti di abbattere uno scoglio di imbarazzo accettando questo utile regalo e, per le ragazze che non ci hanno mai pensato, l’occasione di tenerne uno in borsetta.

 

 Per quanto riguarda la raccolta fondi del Sism, quest’anno andrà a sostegno del progetto “Fermiamolo sul nascere”.

Il progetto, promosso dal Cesvi (organizzazione Onlus per la Cooperazione e lo Sviluppo), ha come obiettivo la lotta alla trasmissione del virus Hiv da madre infetta a neonato.

In vendita, in cambio di una libera offerta, ci saranno torte, braccialetti di gomma che indicano l’aiuto dato al Cesvi, libretti di fotografie relative all’esperienza di una ragazza in Zimbawe, e altro ancora. 

Il ricavato sarà devoluto al Fondo Takunda, con il quale il Cesvi sostiene il progetto.

”Takunda” ( che in lingua shona significa”abbiamo vinto”) è il nome che è stato dato al primo bambino nato sano da madre affetta da Aids trattata con la Nevirapina nell’ambito proprio di un progetto Cesvi. Takunda ha ormai 4 anni e, grazie al progetto “Fermiamolo sul nascere”, è ora un bambino sano e pieno di vita. Rispetto ad un breve regime di Zidovudina (AZT, primo farmaco usato contro l’Hiv)  uno studio della Johns Hopkins University ha dimostrato, confermando una precedente ricerca del 1999, che basta una singola dose di Nevirapina per diminuire del 47 per cento il rischio di trasmissione dell'Hiv-1 da puerpere a figli con un'età di 14-16 settimane. La ricerca è stata specificata in un articolo pubblicato dal prestigioso periodico "The Lancet”.

 

L‘iniziativa si svolgerà per l’intera giornata di giovedì 1 Dicembre dalle 9 alle 18 e tutti, studenti e non, sono caldamente invitati a partecipare.

 

 


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31 ottobre 2005

L'OSPEDALE DEI PUPAZZI



Si è svolta in piazza Loggia lo scorso 2 ottobre l’edizione bresciana dell’Ospedale dei Pupazzi, progetto del SISM rivolto ai bambini in età prescolare e scolare.
Lo scopo dell’iniziativa è aiutarli a superare la paura nei confronti di medici e ospedale, usando l’orsacchiotto come transfert, e di valorizzare la figura del pediatra, l’instaurazione di un buon rapporto e l’acquisizione di maggiori capacità comunicative tra bambini e medici/studenti di medicina.
Finora gli Ospedali dei Pupazzi sono stati organizzati con successo in altre nazioni europee. Informazioni sul progetto internazionale si trovano sul sito http://www.dsms.net/teddybear/ Come è stato realizzato l’ospedale? I bambini sono stati invitati ad i inventare le malattie dei loro pupazzi, che sono stati trattati e curati nei tre ambulatori allestiti nella piazza cittadina. I dottori/studenti, due per ambulatorio, hanno raccolto l’anamnesi dei pazienti chiedendo le informazioni necessarie al genitore del pupazzo (il bambino). I pazienti sono stati misurati e visitati con finti strumenti di diagnosi, e curati con bende, cerotti, caramelle e coccole, favole o carezze, nella farmacia dell’ospedale.

 Ben 180 bambini si sono presentati nella giornata di domenica con i loro genitori, testimoniando che l’iniziativa è stata ben pubblicizzata. I loro pupazzi erano affetti dalle più svariate malattie, dal mal di pancia al cancro per fumo, dall’indigestione di miele alla vaccinazione contro l’influenza aviaria. La Croce Rossa ha poi messo a disposizione un’ambulanza che è servita per due simulazioni d’emergenza, a sirene spiegate, per la rianimazione di un pupazzo enome.

I genitori si sono mostrati entusiasti e l’evento è stato seguito anche da alcuni ragazzi osservatori del SISM di Padova, Siena, Roma e Monza. Inoltre hanno presenziato all’aperitivo offerto in piazza da Altopalato alcuni professori, tra cui il Preside di Facoltà Caimi, e i professori Manca e Cancarini.





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