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Sto leggendo

L'AMANTE INVISIBILE
L'erotica sciamanica
nelle religioni
nella letteratura
e nella
legittimazione politica

(E. Zolla)

 

Sto mangiando

Pane pomodorini e olive nere toste.

Si accettano sughi all'anciova

via postacelere.

Ragazzi sono a dieta, INGRASSANTE.

 

BAU CETTE!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

         

           

 

 

 

 

 

 

 

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6 luglio 2009

COMPRAMI!

Potete richiedere il mio libro direttamente a me all'indirizzo email rossella.stefini@yahoo.it

Prefazione
È un vero e proprio "canzoniere", quello di Rossella Stefini. Nel senso che qui si canta soprattutto l'amore, ma anche perché qui ogni lirica è un "canto", sia pure venato di dolore.
Limpido il suo dire, ogni parola appropriata, e la cadenza musicale tutta volta ad un'interiorità che si accorda non solo all'immagine, ma anche al sottofondo del sentimento che lo accompagna.
È possibile cantare l'amore, oggi? Sì, perché l'amore fa parte dell'uomo, e l'uomo vive d'amore o uomo non è. Si direbbe che in queste liriche d'amore venga assaporato nelle sue estasi e nei suoi drammi. E così deve essere: presenza e corrispondenza; vuoto e assenza; illusione e tormento.
Ma la vita è fatta per le primavere e l'autrice non si rassegna all'inverno, anche se ne ha sperimentato il sapore e persino l'utilità.
La forma e la bellezza di questa raccolta stanno proprio nell'aver assunto l'amore come totalità, come tema unico su cui sono possibili infinite variazioni, senza che il canto venga meno. Talvolta si tratta di un assorto, solipsistico scavo interiore, tal'altra di corsa spasmodica verso un "tu" con cui ricercare il senso del vivere. Ma sempre il verso è domanda, sorpresa, dubbio, conquista, vittoria.
L'eleganza e la misura sono le note caratteristiche di questa poesia piena e ininterrotta. Il suo miracoloso nitore porta fuori dal greve peso della materia verso un'atmosfera di "estatica scoperta". Un'atmosfera, però, non rarefatta e lontana. Per questo non manca, anzi è intensa e molto sentita la nota erotica. Un eros di sorprendente purezza, pur essendo imbevuto di sensualità, come nei versi: "Portami a sdraiarmi nell'erba, / e il legno del mio sguardo/ si perderà nella giada/ dei tuoi pensieri chiusi".
L'autrice si guarda vivere nel momento del suo incanto e del suo dolore. E noi siamo ammessi ad entrarle nel cuore, commossi di sentirlo invocare "Spegni ogni tanto/ quello sguardo bambino/ e riportami la luce forte/ di una matura dolcezza".
L'elemento naturalistico presente, con discreta ossessione, quasi ovunque, è quello dell'acqua: sia essa onda del mare, "catene d'acqua", "occhi marini", o lacrima e pianto. L'elemento acquoreo è parte integrante di queste liriche, quasi ad aiutarle a scivolare via senza intoppi verso l'alto o, forse, verso altri cuori che cercano parole per dire l'ineffabile. Esperimento che a Rossella Stefini è riuscito con rara perfezione.(C.S.)
Nota Critica
Non è un libro "facile", né la solita accozzaglia di banalità; tutt'altro. "La legge dei miei occhi" è un testo densissimo, talvolta significativamente pluristratificato nel disvelamento del significato. Visionario, estatico, simbolico, si avvale dell'eccellente padronanza della parola poetica da parte dell'Autrice per ridisegnare ambienti e situazioni noti, ed andare oltre. La ricerca della trascendenza, la compenetrazione dell'immanenza, la natura del mondo racchiusa in una tazza di té. E le foreste di simboli costantemente interrogate. Un'opera prima degna dei migliori "poeti maledetti"; un libro che meraviglia per l'altezza della forma e del significato, ma soprattutto per la sua eccezionale freschezza. (Davide Gorga)
 
 
Premessa
L'autore della prefazione critica alle mie poesie dice di me più di quanto io stessa non saprei dire, e dice veramente tutto.
Scrivere è il mio istinto, un tentativo di plasmare i pensieri potenti che scorrono nella mia vita in una forma che abbia il loro stesso sapore, quello estatico di una scoperta, di una verità preziosa da non dimenticare. Scrivere ha a che fare con il Motore dell'universo, e a volte le parole possono essere questo motore. Dedico questa raccolta alla carissima Suor Maria Cecilia Serina, che durante la scuola media mi fece scoprire l'amore per la poesia e per la tecnica poetica, svelandomi che proprio quello poteva essere il mezzo per esprimere i pensieri che mi incendiano, e che la mia natura mi obbliga a svelare.


                                                                                                        IL FARO
 
                                                                                   Raccolta
                                                                                   tra la pietra calda
                                                                                   e il vento ondoso
                                                                                   osservo
                                                                                   il mare verticale
                                                                                   piegarsi
                                                                                   alla legge dei miei occhi
                                                                                   chiusi sul fragore
                                                                                   delle mie cento vite.


La copia è autografata dall'autrice



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