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26 gennaio 2006

IL PARADISO DEGLI ORCHI di Daniel Pennac - recensione

E già che ci siamo anche la mia recensione di questo piacevolissimo:

Titolo:    Il Paradiso degli orchi
Autore:  Pennac Daniel
Prezzo: € 7,00
Dati: 37 ed., 206 p.
Anno: 2002
Editore: Feltrinelli
Collana: Universale economica

“Au bonheur des ogres”, questo è il titolo originale, ispirato alla saga familiare di “Au bonheur des dames” di Emile Zola. “Il paradiso degli orchi” è il primo libro della saga di Benjamin Malaussene. Daniel Pennac ci narra in questo libro di genere poliziesco/fantastico, con tratti di umorismo micidiale, la saga del protagonista Benjamin Malaussene, responsabile di una famiglia caotica composta da una nidiata di fratelli minori (stessa madre, padri diversi) oltre che di un cane epilettico, e con una curiosa professione: il capro espiatorio. Quando qualche acquirente si presenta all’Ufficio Reclami del grande magazzino in cui lavora e che è cornice all’azione del romanzo, Benjamin viene trascinato davanti a lui, indicato come responsabile del danno e licenziato. Il suo compito è quello di piangere fino a commuovere il cliente al punto di convincerlo a ritirare il reclamo. Finchè un giorno all’interno del grande magazzino scoppia una bomba,  e Benjamin si trova nel posto sbagliato.
 Il disordine è la caratteristica che permea tutti i caratteri e gli eventi, e il protagonista se ne fa carico. Disordine è la sua famiglia senza padri con una madre in perenne fuga amorosa, che torna a casa, partorisce e poi sparisce di nuovo. Disordine è il mondo multirazziale di Belleville,  periferia parigina teatro degli eventi, in cui convivono francesi, arabi, berberi, senegalesi, vietnamiti... Disordine è l’amore intenso e difficile tra Benjamin e la giornalista Julie. Questo si intuisce, che forse per Pennac la vita è un disordine, a volte ordinato, dal quale emergono le paure più profonde e i sentimenti più veri e la volontà più autentica per affrontare la selva dell’esistenza.
 Il linguaggio dell’autore appare all’inizio inconsueto e scioccante, ma dopo le prime pagine non se ne può più fare a meno. Pennac si diverte a scrivere, e si sente! Per questo di seguito indico i titoli degli altri romanzi della saga, per tamponare quella tristezza che avrete al termine del primo libro, come quando si lascia un amico con il quale ci si è divertiti un bel po’.
Consiglio questo libro soprattutto a chi non ama la lettura, perché potrebbe restarne folgorato. Un capolavoro.

Dello stesso autore:
· La Fata Carabina
· La Prosivendola
· Signor Malaussene
· La passione secondo Therese
· Ultime notizie dalla famiglia


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permalink | inviato da il 26/1/2006 alle 15:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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