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Sto leggendo

L'AMANTE INVISIBILE
L'erotica sciamanica
nelle religioni
nella letteratura
e nella
legittimazione politica

(E. Zolla)

 

Sto mangiando

Pane pomodorini e olive nere toste.

Si accettano sughi all'anciova

via postacelere.

Ragazzi sono a dieta, INGRASSANTE.

 

BAU CETTE!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

         

           

 

 

 

 

 

 

 

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7 novembre 2009

CHIUSURA BLOG

Annuncio la chiusura del blog, è in corso la costruzione di una nuova pagina su un'altra piattaforma, quando pronta ve ne darò notizia.




permalink | inviato da scrittricesivive il 7/11/2009 alle 17:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


6 luglio 2009

COMPRAMI!

Potete richiedere il mio libro direttamente a me all'indirizzo email rossella.stefini@yahoo.it

Prefazione
È un vero e proprio "canzoniere", quello di Rossella Stefini. Nel senso che qui si canta soprattutto l'amore, ma anche perché qui ogni lirica è un "canto", sia pure venato di dolore.
Limpido il suo dire, ogni parola appropriata, e la cadenza musicale tutta volta ad un'interiorità che si accorda non solo all'immagine, ma anche al sottofondo del sentimento che lo accompagna.
È possibile cantare l'amore, oggi? Sì, perché l'amore fa parte dell'uomo, e l'uomo vive d'amore o uomo non è. Si direbbe che in queste liriche d'amore venga assaporato nelle sue estasi e nei suoi drammi. E così deve essere: presenza e corrispondenza; vuoto e assenza; illusione e tormento.
Ma la vita è fatta per le primavere e l'autrice non si rassegna all'inverno, anche se ne ha sperimentato il sapore e persino l'utilità.
La forma e la bellezza di questa raccolta stanno proprio nell'aver assunto l'amore come totalità, come tema unico su cui sono possibili infinite variazioni, senza che il canto venga meno. Talvolta si tratta di un assorto, solipsistico scavo interiore, tal'altra di corsa spasmodica verso un "tu" con cui ricercare il senso del vivere. Ma sempre il verso è domanda, sorpresa, dubbio, conquista, vittoria.
L'eleganza e la misura sono le note caratteristiche di questa poesia piena e ininterrotta. Il suo miracoloso nitore porta fuori dal greve peso della materia verso un'atmosfera di "estatica scoperta". Un'atmosfera, però, non rarefatta e lontana. Per questo non manca, anzi è intensa e molto sentita la nota erotica. Un eros di sorprendente purezza, pur essendo imbevuto di sensualità, come nei versi: "Portami a sdraiarmi nell'erba, / e il legno del mio sguardo/ si perderà nella giada/ dei tuoi pensieri chiusi".
L'autrice si guarda vivere nel momento del suo incanto e del suo dolore. E noi siamo ammessi ad entrarle nel cuore, commossi di sentirlo invocare "Spegni ogni tanto/ quello sguardo bambino/ e riportami la luce forte/ di una matura dolcezza".
L'elemento naturalistico presente, con discreta ossessione, quasi ovunque, è quello dell'acqua: sia essa onda del mare, "catene d'acqua", "occhi marini", o lacrima e pianto. L'elemento acquoreo è parte integrante di queste liriche, quasi ad aiutarle a scivolare via senza intoppi verso l'alto o, forse, verso altri cuori che cercano parole per dire l'ineffabile. Esperimento che a Rossella Stefini è riuscito con rara perfezione.(C.S.)
Nota Critica
Non è un libro "facile", né la solita accozzaglia di banalità; tutt'altro. "La legge dei miei occhi" è un testo densissimo, talvolta significativamente pluristratificato nel disvelamento del significato. Visionario, estatico, simbolico, si avvale dell'eccellente padronanza della parola poetica da parte dell'Autrice per ridisegnare ambienti e situazioni noti, ed andare oltre. La ricerca della trascendenza, la compenetrazione dell'immanenza, la natura del mondo racchiusa in una tazza di té. E le foreste di simboli costantemente interrogate. Un'opera prima degna dei migliori "poeti maledetti"; un libro che meraviglia per l'altezza della forma e del significato, ma soprattutto per la sua eccezionale freschezza. (Davide Gorga)
 
 
Premessa
L'autore della prefazione critica alle mie poesie dice di me più di quanto io stessa non saprei dire, e dice veramente tutto.
Scrivere è il mio istinto, un tentativo di plasmare i pensieri potenti che scorrono nella mia vita in una forma che abbia il loro stesso sapore, quello estatico di una scoperta, di una verità preziosa da non dimenticare. Scrivere ha a che fare con il Motore dell'universo, e a volte le parole possono essere questo motore. Dedico questa raccolta alla carissima Suor Maria Cecilia Serina, che durante la scuola media mi fece scoprire l'amore per la poesia e per la tecnica poetica, svelandomi che proprio quello poteva essere il mezzo per esprimere i pensieri che mi incendiano, e che la mia natura mi obbliga a svelare.


                                                                                                        IL FARO
 
                                                                                   Raccolta
                                                                                   tra la pietra calda
                                                                                   e il vento ondoso
                                                                                   osservo
                                                                                   il mare verticale
                                                                                   piegarsi
                                                                                   alla legge dei miei occhi
                                                                                   chiusi sul fragore
                                                                                   delle mie cento vite.


La copia è autografata dall'autrice



19 marzo 2009

Garda in tempesta



La foto è splendida ed emozionante: il monte è fermo, immobile sullo sfondo, osservatore indifferente o a garanzia del ritorno della quiete.
Il lago in movimento, limaccioso, verde, non più acqua ma altra terra indefinibile nel mutamento, si teme che inghiotta i wind surfs sbattuti
da raffiche di vento, che arrivano da tutte le parti. La boa aranciata è surreale: è da lì che uscirà il dio del lago nella forma che gli piacerà
assumere?
Splendida, colori da dipinto ad olio, altra emozione che si aggiunge.

(Marina Colombi)


11 febbraio 2009

DOVE ACQUISTARE IL MIO LIBRO

Ciao a tutti, vorrei invitare coloro che sono interessati ad una copia del mio libro di rivolgersi direttamente a me e non all'editore.


16 gennaio 2009

GAZA URLA DI DOLORE

 TRASCRIVO dal blog http://guerrillaradio.iobloggo.com/ di vittorio Arrigoni, attivista per i diritti umani e free lance del Messaggero. Attenzione ad aprire il blog: è pieno di foto di bambini morti e persone mutilate. Ci tengo a precisare che non appartengo a nessuna fazione politica e l'unica politica in cui credo è quella della giustizia. Quest'uomo e i filmati di AlJazeera mi dicono il vero. Sapere che gli ospedali, le ambulanze, i soccorritori, i medici vengono bombardati senza alcun rispetto (dati ufficiali) mi fa dire solo che quello Stato che si definisce democratico è solo un macellaio. Macellai invasati anche quelli di Hamas, ma fortunatamente i morti israeliani ufficiali solo solo 4. Più di mille i palestinesi. Non sono solita farmi paladina di cause non mie, ma qui si tratta di umanità, si tratta di una strage che per volere dei media viene sottaciuta, e cavolo abbiate il coraggio di guardare questi bambini morti, più di 350! E di queste persone mutilate di arti, famiglie, di vita! Il dolore che mi affligge è profondo e vero, vorreste voi un destino così per i vostri figli, senza potervi fare nulla, come dei topi in una gabbia, come degli ebrei in una camera a gas?

ecco l'articolo:

Dante non avrebbe saputo immaginare gironi così infernali come le corsie dei dannati negli ospedali di Jabalia. La legge del contrappasso qui è applicata al rovescio. Tanto più innocente è la vittima tanto meno viene risparmiata dal martirio delle bombe. Al Kamal Odwan, all' Al Auda, le piastrelle in ceramica dei pronti soccorsi sono sempre belle lustre, gli inservienti hanno sempre un gran da fare a ripulirle dal sangue che gronda dall'incessante via vai di barelle cariche di corpi massacrati. Iyad Mutawwaq stava camminando per strada quando una bomba ha aperto uno squarcio in un edificio poco distante. Insieme ad altri passanti si era precipitato per prestare i soccorsi, mentre una secondo ordigno colpiva il palazzo, uccidendo un padre di 9 figli, due fratelli, e un altro passante che al pari di Iyad era corso sul posto per aiutare i feriti. La solita storia ripetuta, dieci, cento volte. La tecnica preferita di ogni terrorismo ricalcata alla perfezione dall' esercito di Tsahal. Si lancia un bomba, si attendo i soccorsi, si ribombardano feriti e soccorsi. Per Iyad queste sono bombe americane ma portano l'autografo anche di Mubarack, il dittatore egiziano che qui Gaza fa concorrenza ad Olmert in capacità di catalizzare livore. Dietro il letto di Iyad, un anziano con le braccia ingessate sta disteso con gli occhi fissi al soffitto, non proferisce più parola, mi dicono abbia perso tutto, famiglia e casa. Fissa le crepe di un intonaco che cade a pezzi come per cercare una risposta alla disfatta della sua esistenza. Khaled ha lavorato 25 anni in Israele, prima dell'ultima intifada. Come gratifica Tel Aviv non gli ha concesso una pensione, ma una serie di missili aria-terra sulla sua abitazione; presenta ferite su tutto il corpo da schegge di esplosivo. Gli chiedo dove andrà a vivere una volta dimesso dall'ospedale. Mi risponde dove sta ora la sua famiglia: per strada. Come la sua, numerose famiglie non sanno più dove rifugiarsi. I più fortunati hanno trovato ospitalità da parenti e conoscenti, come abbiamo verificato, ma si può definire vita lo stipare un centinaio di persone in due appartamenti di 3 stanze ciascuno? Due bombe sull'abitazione di Ahmed Jaber hanno messo in fuga la sua famiglia, ma troppo tardi. Una terza esplosione ha sepolto sotto le macerie 7 suoi familiari, e anche due bambini di 8 e 9 anni suoi vicini di casa. Dice "ci hanno fatto fare un salto all'indietro nel 1948. Questo è il supplizio per il nostro attaccamento alla patria. Possono staccarmi le braccia e la gambe dal tronco, ma non mi lasceranno mai abbandonare la mia terra". Un dottore mi prende in disparte e mi confida che la figlia di 7 anni di Ahmed è arrivata in pezzi, stava contenuta in una minuscola scatola di cartone. Non hanno avuto il coraggio di riferirglielo per non deteriorare le sue già precarie condizioni di salute. In serata anche a Iyad hanno portato via il telefono per non fargli pervenire cattive notizie. Un tank ha centrato la casa della sorella, decapitandola. Alla fine la nostra imbarcazione del Free Gaza Movement non è giunta al porto di Gaza. A 100 miglia dalla meta designata, in acque internazionali, sono stati intercettati da 4 navi da guerra israeliane, disposte a far fuoco e ammazzare il nostro carico di dottori, infermieri e attivisti per i diritti umani. Nessuno deve osare ostacolare la mattanza di civili che continua ininterrottamente da 3 settimane. A est di Jabilia, dinnanzi al confine, testimoni oculari parlano di decine di corpi in putrefazione per le strade, le loro carni putrescenti sono divorate dai cani. Ci sono anche centinaia di persone impossibilitate a muoversi, diverse ferite; le ambulanze non possono sopraggiungere nell'aera perchè ovunque ci sono cecchini che sparano. I palestinesi sono esausti di schiattare nell'indifferenza generale, e diversi accusano anche croce rossa internazionale e Onu di non fare abbastanza. Di non ottemperare in pieno al loro dovere, di non rischiare la loro vita per salvarne centinaia di altre. Andremo noi dell' ISM, a piedi, con delle barelle, laddove l'umanità ha oltrepassato i suoi confini e si è eclissata. I soloni coi culi di pietra poggiati nei salotti buoni della politica discettano di strategie belliche e di guerra contro hamas, mentre qua ci stanno letteralmente massacrando. Bombardano gli ospedali, e c'è chi ancora si pronuncia sul diritto di Israele all'autodifesa. In qualsiasi stato che si definisce minimante civile, l'autodifesa è proporzionale all'offesa. In questi 20 giorni abbiamo contato 1075 vittime palestinesi, l'85% civili, più di 5000 feriti, dei quali più della metà sono minori di 18 anni. 303 i bambini orrendamente trucidati. Fortunatamente solo 4 vittime civili israeliane. Come a dire che per Israele il giusto bagno di sangue per vendicare ognuno dei suoi civili ammazzati, è quello di sterminarne almeno 250 della parte avversa. Ditemi se vuoi che se questa sproporzione fra difesa e offesa non vi riporta agli eccidi compiuti come rappresaglia nelle pagine più nere della storia moderna europea. Ma veniamo al punto, di legittima difesa si tratta? Ai Marco Travaglio, ai Piero Ostellino, ai Pierluigi Battista e agli Angelo Panebianco, che insistono con la loro solfa imputando ad Hamas la responsabilità di questo genocidio in quanto trasgressore della tregua fra Israele e Palestina, vorrei ricordare la posizione delle Nazioni Unite. Il professor Richard Falk, relatore speciale delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha espresso idee chiare in proposito: Israele ha di fatto rotto la tregua in novembre sterminando bellamente 17 palestinesi. Nel mese di novembre si erano registrate zero vittime israeliane, zero vittime come in ottobre, come nel mese precedente e quello precedente ancora. Lo ha ricordato recentemente anche il premio Nobel ed ex presidente USA Jimmy Carter. Dispiace, che giornalisti come Travaglio, su cui riponevamo la nostra stima perchè estremo baluardo di una informazione libera e quanto più possibile veritiera, si siano infiltati l'elmetto dell'IDF e intrattengo le masse dinnanzi al tubo catodico dilettandosi nello sport più di moda da queste parti, il tiro a segno sugli infanti. Batto i tasti in un ufficio dell'agenzia di stampa Ramattan, attorno i reporters palestinesi vestono giubbotti antiproiettili ed elmetti. Non tornano ne stanno per recarsi dinnanzi ai carri armati, siedono semplicemente davanti ai loro computer. Due piano più sopra gli uffici della Reuters sono stati appena colpiti da un razzo, due feriti gravi. Quasi tutti i piani dello stabile sono vuoti al momento, sono rimasti i giornalisti più eroici, questo inferno in qualche modo deve continuare a essere raccontato. Poco prima l'esercito israeliano aveva rassicurato la Reuters di non evacuare, di restare negli uffici perchè sicuri. Stamane bombardato e distrutto anche l'edificio delle Nazioni Unite, stabile messo in piedi anche coi soldi del governo italiano. Berlusconi, esisti? Diversi i morti e feriti. John Ging, capo dell'UNRWA, agenzia dell'ONu per i profughi palestinesi, testimone oculare, parla chiaramente di bombe al fosforo bianco. Nel quartiere Tal el Hawa di Gaza city, un'ala ospedale Al Quds è in fiamme, imprigionata dentro insieme ad una quarantina fra medici e infermieri e un centinaio di pazienti anche Leila, nostra compagna dell'ISM. Ci ha raccontato per telefono le loro ultime drammatiche ore. Un carro armato è dinnanzi all'ospedale e cecchini sono ovunque, sparano a qualsiasi cosa si muova. Tutt'attorno la distruzione, nella notte hanno osservato dalle loro finestre un edificio colpito dalle bombe incendiarsi, e udito le urla di terrore di intere famiglie, di bimbi, implorare aiuto. Non hanno potuto muoversi e impotenti, hanno osservato quei corpi arsi dal fuoco riversarsi in strada e ridursi in cenere. L'inferno si è rivoltato e al suo centro nel cuore di Gaza, noi siamo i dannati di un odio inumano. Restiamo umani. Vik





Vittorio Arrigoni
Blog: http://guerrillaradio.iobloggo.com/


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5 luglio 2007

COSì GIRA IL MONDO...EPPURE NON LO SANNO

Uomo, la natura non ti appartiene, per questo ti soffoca la brama del suo dominio. E la tua gioia è sentirti padrone della terra e del denaro, padrone, tu credi, della tua vita, padrone di credere che la donna esista per il tuo servizio. E gridi, ti affanni per un'esistenza intera alla ricerca del dominio degli eventi, piegando al tuo volere le leggi e gli dei, in un caos infernale che tutto travolge e soffoca. Qui invece, in silenzio, siedono le regine del mondo incoronate di lunghi capelli e di pelle sottile, senza proclamare il loro segreto. Non bramano piegare le leggi della natura, poichè quelle leggi sono il loro stesso sangue al punto che istinto e ragione coesistono in loro. Non bramano raggiungere le stelle poichè comprendono l'immensità della contemplazione. Non chiedono guerre poichè sanno sfamare i propri figli. Non disprezzano il sesso perchè è il regalo ad esse donato, il potere supremo di custodire. Qui, in silenzio, siedono le regine del mondo, con le lacrime nascoste nel petto per tutte le volte che gli uomini umiliano la vita e mancando loro di rispetto condannano il mondo ad essere diviso in due. Uomo, tu cerchi l'ordine nell'immobilità sterile, nella legge immutabile, e in nome di una certezza assoluta che altri uomini o il tuo dio ti consegnano rinunci alla tua umanità, alla coscienza, al coraggio, al rispetto. E non sai, non ti accorgi, che accanto a te c'è una donna che guarda e che decide, una donna che cambia, perchè la sua natura è il movimento e l'evoluzione. Essa sa ciò che tu sempre ignorerai e continuerà ad essere tua madre, ad esser la tua donna, a crescerti e a vederti disprezzare la vita, il sesso, le sue forme morbide che odierai perchè non le puoi possedere, che odierai perchè puoi possederle, e ciò che tu possiedi nelle tue mani diventa cenere e perde valore. Perchè quel giorno Eva non corruppe Adamo, ma l'uomo che mai si arrese alla propria debolezza fece come i bambini fanno, e diede la colpa a qualcun altro. Ti vedrà tradire la buona natura che Dio ti ha dato e che non sai apprezzare, e soffrirà di non poter condividere con te la vita.


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1 settembre 2006

"LA LEGGE DEI MIEI OCCHI": ma l'avete letto??

Il mio contatore visite si aggira sui 19mila e mi sorge una domanda: ma qualcuno ha letto il mio libro? Il fatto è che il mio Signor Editore si sta prendendo tutti i diritti del book e si rifiuta di rendermi note le vendite..Quindi, se a qualcuno interessasse lo richieda direttamente a me e non al link del mio editore, e se qualcuno già l'avesse comprato, aiutatemi a fare una piccola stima di quanto mi nasconde il suddetto editore. Leggetemiiii... ;)


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14 marzo 2006

DANZA SACRA

Con le braccia, distese nel vento, raccogliere il polline dei primi fiori, e far vibrare nel mio ventre la scura pazzia fino a farla risalire alle spalle, e scuoterla fuori con un colpo del petto per respirare meglio il profumo dell'aria. Sciogliermi in un sorriso, e ondulare i  fianchi impazienti al cospetto di questa notte. Custodiamo segreti.




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1 marzo 2006

SPECCHIO ROTTO: SETTE ANNI DI DISGRAZIE

Dicono che i ragni portino fortuna, e davanti a me sul muro un ragnetto nero si ciondola.

Come la mia gatta quando le passo la mano sul muso e strizza gli occhi, e mi porta qualcosa di buono da un altro mondo, il mio stesso ma un po’ più leggero, distribuito su quattro zampe invece che due. Come la nebbia, che umida come me riduce il mio contrasto con l’ambiente circostante, e per l’acqua condivisa mi sento un po’ terra ed un po’ aria, e su fino a nuvola ho la sensazione di conoscere tutti i profili dei mari e dei continenti come fossero miei. La fortuna è capire di essere parte di questa meraviglia, che è già tanto, già tanto in questa vita.
Fortuna.. come esser abituati la mattina a guardarsi allo specchio riconoscendo il proprio sguardo, e sobbalzare all’improvviso per strada, in ufficio, o tra le mensole di una libreria, quando trovi uno specchio in quel posto inaspettato e invece ti accorgi che son due altri occhi non tuoi, ma come uno specchio. Così rari, così buoni. Ma poi succede di aver i polmoni come un tappeto di vecchia polvere e non riuscire a parlare quando lo si vorrebbe, e quando a fatica si riesce non si ottiene risposta, neppure dallo specchio, dagli specchi. E il mondo cambia faccia, come me, e l’ennesima vita comincia nello stesso petto in cui ogni volta un cuore diverso si gonfia, quasi certamente per esplodere di nuovo, finchè stanco di fare regali tiene tutto per sé, e quello che tiene per sé, non condiviso, perde ogni valore.


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26 gennaio 2006

NEWSLETTER STUDENTI dell'ATENEO DI BRESCIA premiata a COMUNICARE ON LINE

La redazione della newsletter studenti dell'Ateneo di Brescia,della quale faccio parte, è stata premiata al  concorso nazionale "Comunicare on Line", che si è tenuta lo scorso 5 novembre a Bologna al COM-PA, Salone Europeo della Comunicazione Pubblica dei Servizi al Cittadino e alle Imprese. Il concorso è stato promosso dall'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale che era rivolto alle iniziative editoriali on line delle Pubbliche Amministrazioni locali e centrali, delle Aziende sanitarie, delle Universita' e delle Local Utilities che abbiano veicolato, con professionalita' ed efficacia, notizie ed informazioni di reale interesse per i cittadini e gli utenti.   Il nostro magazine on line si è aggiudicato il terzo posto... una bella soddisfazione. :))))))




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26 gennaio 2006

I GRANDI DELLA MEDICINA DI L. Sterpellone - recensione

Ultimamente mi diletto nel recensire libri per la newsletter studenti del mio Ateneo di Brescia. Mi piace, mi piace, mi piace.

Titolo: I grandi della medicina. Le scoperte che hanno cambiato la qualità della vita
Autore: Luciano Sterpellone 

Prezzo: 14 euro  
Dati: 261 p., brossura
Anno: 2004 
Editore: Donzelli
Collana: Virgola


La lettura di queste pagine è avvincente e da essa emergono storie inedite e numerosi spunti di riflessione su quanto la medicina sia cosa profondamente umana, con i suoi legami alla tradizione, alla filosofia, all’etica. Duecentocinquanta pagine per illustrare i più e meno noti artefici di tante invenzioni e scoperte che hanno reso possibile il progresso delle scienze mediche lungo un arco di tempo di oltre duemila anni. La maggior parte di loro resta praticamente sconosciuta e soprattutto non si sanno, insieme ai loro nomi, le vicende umane che accompagnarono e a volte determinarono quelle invenzioni e scoperte. Per merito tali personaggi la vita odierna ha una qualità migliore ed è lunga il doppio rispetto a quella dei nostri predecessori. Apprenderemo che numerose scoperte che crediamo moderne risalgono a millenni fa, come i vaccini già applicati nell’antica medicina indiana, o il fondamentale concetto di prevenzione di cui già parlava Alcmeone nel sesto secolo avanti Cristo. Troverete nel dodicesimo secolo l’ebreo spagnolo Maimonide con la sua preghiera del medico in cui scrive anche:”Allontana da me l’idea ch’io possa tutto. Io possa oggi scoprire nel mio sapere cose che non sospettavo ieri, giacchè l’arte è grande e lo spirito dell’uomo va sempre avanti.”

Consigliamo vivamente agli studenti di medicina la lettura di questo libro in grado di risvegliare vocazioni addormentate e di rinvigorire intenti. Tra l’altro non possiamo permetterci di capire a fondo ciò che studiamo trascurandone l’origine e la storia che ha portato prima altri ed ora noi su questi libri di anatomia, fisiologia etc..
 Si avvicina la sessione d’esami invernale, provate a pensare che le trecento o cinquecento o anche mille pagine del libro su cui state studiando sono il frutto di millenni di ricerche, e forse vi sembrerà una consolazione che in fondo in fondo le pagine non siano così tante.

 




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26 gennaio 2006

IL PARADISO DEGLI ORCHI di Daniel Pennac - recensione

E già che ci siamo anche la mia recensione di questo piacevolissimo:

Titolo:    Il Paradiso degli orchi
Autore:  Pennac Daniel
Prezzo: € 7,00
Dati: 37 ed., 206 p.
Anno: 2002
Editore: Feltrinelli
Collana: Universale economica

“Au bonheur des ogres”, questo è il titolo originale, ispirato alla saga familiare di “Au bonheur des dames” di Emile Zola. “Il paradiso degli orchi” è il primo libro della saga di Benjamin Malaussene. Daniel Pennac ci narra in questo libro di genere poliziesco/fantastico, con tratti di umorismo micidiale, la saga del protagonista Benjamin Malaussene, responsabile di una famiglia caotica composta da una nidiata di fratelli minori (stessa madre, padri diversi) oltre che di un cane epilettico, e con una curiosa professione: il capro espiatorio. Quando qualche acquirente si presenta all’Ufficio Reclami del grande magazzino in cui lavora e che è cornice all’azione del romanzo, Benjamin viene trascinato davanti a lui, indicato come responsabile del danno e licenziato. Il suo compito è quello di piangere fino a commuovere il cliente al punto di convincerlo a ritirare il reclamo. Finchè un giorno all’interno del grande magazzino scoppia una bomba,  e Benjamin si trova nel posto sbagliato.
 Il disordine è la caratteristica che permea tutti i caratteri e gli eventi, e il protagonista se ne fa carico. Disordine è la sua famiglia senza padri con una madre in perenne fuga amorosa, che torna a casa, partorisce e poi sparisce di nuovo. Disordine è il mondo multirazziale di Belleville,  periferia parigina teatro degli eventi, in cui convivono francesi, arabi, berberi, senegalesi, vietnamiti... Disordine è l’amore intenso e difficile tra Benjamin e la giornalista Julie. Questo si intuisce, che forse per Pennac la vita è un disordine, a volte ordinato, dal quale emergono le paure più profonde e i sentimenti più veri e la volontà più autentica per affrontare la selva dell’esistenza.
 Il linguaggio dell’autore appare all’inizio inconsueto e scioccante, ma dopo le prime pagine non se ne può più fare a meno. Pennac si diverte a scrivere, e si sente! Per questo di seguito indico i titoli degli altri romanzi della saga, per tamponare quella tristezza che avrete al termine del primo libro, come quando si lascia un amico con il quale ci si è divertiti un bel po’.
Consiglio questo libro soprattutto a chi non ama la lettura, perché potrebbe restarne folgorato. Un capolavoro.

Dello stesso autore:
· La Fata Carabina
· La Prosivendola
· Signor Malaussene
· La passione secondo Therese
· Ultime notizie dalla famiglia


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24 dicembre 2005

MY PERSONAL SEA-INSISTO-LAGO DI GARDA

Questo è un tramonto visto dalla costa veronese, perchè noi sulla costa ovest, quella bresciana, vediamo solo le albe. Io non sono una che si accontenta e ogni giorno in posti come questi il mio sguardo si rinnova. Ma intorno a me sento solo lamentele di quelli che "il lago è noioso". Ragazzi miei, tiratevi meno paranoie..




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29 novembre 2005

Brescia ha il triste primato di essere tra le città italiane più colpite da AIDS, facciamo il punto su come difenderci!


Giovedì 1° Dicembre 2005, ”Giornata Mondiale per la lotta all’Aids”, il Sism (Segretariato Italiano Studenti in Medicina) organizza  nell’atrio della Facoltà dalle 9 alle 18 un banchetto informativo e una raccolta fondi. Il Sism si mette di nuovo in primo piano nell’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui temi della salute, della cooperazione e dello sviluppo, nel tentativo di incrementare la consapevolezza riguardo alla salute riproduttiva e alle problematiche sociali ad essa connesse.

In particolare questo avviene tenendo conto che Brescia è tra le primissime città in Italia per casi Aids, e l’andamento dell’infezione continua ad assumere nella nostra città un’incidenza di emergenza non comune, configurando gli eterosessuali come categoria più a rischio. Questo dato resta sconosciuto alla maggior parte della popolazione, con il rischio che il problema taciuto continui a crescere di proporzioni: il primo complice dell’Aids è ancora la disinformazione! Quindi la soglia di attenzione nei confronti di questa malattia si è abbassata, ed oggi i casi di contagio sono in aumento soprattutto fra le persone che hanno rapporti sessuali pensando di non essere a rischio. L’invito del Ministero della salute è “L’amore per noi stessi è il primo che ci protegge dall’Aids”. Quindi, se anche per voi questa notizia è nuova, parlatene con chi vi sta intorno, ricordandoci tutti che il preservativo è l’unica barriera che può difenderci dal virus, che utilizzarlo altro non è davvero che un atto di rispetto verso di sé e verso l’altro, che dovrebbe entrare come cosa scontata nel nostro comportamento sessuale. Ricordiamo anche che il preservativo è un metodo contraccettivo che difende non solo dall’Hiv, ma anche dall’epatite, dalla sifilide, dalla candidiasi e da numerose altre patologie più o meno gravi e molto diffuse. Si sa che spesso il preservativo può essere fonte di imbarazzi tali da predominare sulla sicurezza, e spesso per questo non lo si usa rischiando ben peggio di un momento di tensione o di una brutta figura. A chi obbietta che il suo uso è innaturale perché creerebbe una fastidiosa pausa nell’atto sessuale ricordiamo che basterebbe, per esempio, che le donne non lasciassero l’incombenza dell’utilizzo effettivo solo al loro partner (oltre che l’acquisto e la proposta dell’uso..). In questo modo il preservativo diventerebbe una cosa di entrambi, che rientra nel rapporto intimo come normale e non come veicolo di imbarazzi. Visto che il banchetto del Sism si occuperà anche di distribuire gratuitamente condom a go go potrebbe essere l’occasione per tutti di abbattere uno scoglio di imbarazzo accettando questo utile regalo e, per le ragazze che non ci hanno mai pensato, l’occasione di tenerne uno in borsetta.

 

 Per quanto riguarda la raccolta fondi del Sism, quest’anno andrà a sostegno del progetto “Fermiamolo sul nascere”.

Il progetto, promosso dal Cesvi (organizzazione Onlus per la Cooperazione e lo Sviluppo), ha come obiettivo la lotta alla trasmissione del virus Hiv da madre infetta a neonato.

In vendita, in cambio di una libera offerta, ci saranno torte, braccialetti di gomma che indicano l’aiuto dato al Cesvi, libretti di fotografie relative all’esperienza di una ragazza in Zimbawe, e altro ancora. 

Il ricavato sarà devoluto al Fondo Takunda, con il quale il Cesvi sostiene il progetto.

”Takunda” ( che in lingua shona significa”abbiamo vinto”) è il nome che è stato dato al primo bambino nato sano da madre affetta da Aids trattata con la Nevirapina nell’ambito proprio di un progetto Cesvi. Takunda ha ormai 4 anni e, grazie al progetto “Fermiamolo sul nascere”, è ora un bambino sano e pieno di vita. Rispetto ad un breve regime di Zidovudina (AZT, primo farmaco usato contro l’Hiv)  uno studio della Johns Hopkins University ha dimostrato, confermando una precedente ricerca del 1999, che basta una singola dose di Nevirapina per diminuire del 47 per cento il rischio di trasmissione dell'Hiv-1 da puerpere a figli con un'età di 14-16 settimane. La ricerca è stata specificata in un articolo pubblicato dal prestigioso periodico "The Lancet”.

 

L‘iniziativa si svolgerà per l’intera giornata di giovedì 1 Dicembre dalle 9 alle 18 e tutti, studenti e non, sono caldamente invitati a partecipare.

 

 


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31 ottobre 2005

LA U.S. NATIONAL LIBRARY OF MEDICINE è ONLINE!

  La United States National library of Medicine é online. Una risorsa preziosa per gli studenti di Medicina in cui trovare un’infinità di informazioni su salute, progetto genoma, ricerca biomedica, tutela ambientale, tossicologia, link alle maggiori banche dati mondiali.
Meritano un’attenzione particolare alcune sezioni del sito, dedicate alla storia della medicina , alle mostre online e alla celebrazione delle figure femminili della medicina statunitense.

La pagina riservata alla storia della medicina presenta numerosi link a libri e riviste, archivi di manoscritti europei, americani, islamici e asiatici che coprono un arco di tempo di centinaia di anni, corredati da bellissime fotografie ad alta definizione.

La sezione “online exhibitions and digital projects” raccoglie una serie numerosa di raccolte multimediali (testi, foto scaricabili, video) riguardanti i grandi ricercatori, il disegno anatomico , i manoscritti di medicina islamica medievale, la medicina greca antica. Vi si trovano anche filmati di interventi chirurgici visualizzabili con RealPlayer.
Questi sono solo alcuni dei dati accessibili attraverso il ricchissimo sito dell’U.S.N.L.M, in cui dato scientifico, curiosità e multimedialità sono uno al servizio dell’altro, collaborando ad un progetto veramente interessante ed imperdibile.

Ricordiamo che altri siti di interesse medico sono raggiungibili trmite i link che si trovano sul sito della biblioteca della Facoltà di Medicina .




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31 ottobre 2005

L'OSPEDALE DEI PUPAZZI



Si è svolta in piazza Loggia lo scorso 2 ottobre l’edizione bresciana dell’Ospedale dei Pupazzi, progetto del SISM rivolto ai bambini in età prescolare e scolare.
Lo scopo dell’iniziativa è aiutarli a superare la paura nei confronti di medici e ospedale, usando l’orsacchiotto come transfert, e di valorizzare la figura del pediatra, l’instaurazione di un buon rapporto e l’acquisizione di maggiori capacità comunicative tra bambini e medici/studenti di medicina.
Finora gli Ospedali dei Pupazzi sono stati organizzati con successo in altre nazioni europee. Informazioni sul progetto internazionale si trovano sul sito http://www.dsms.net/teddybear/ Come è stato realizzato l’ospedale? I bambini sono stati invitati ad i inventare le malattie dei loro pupazzi, che sono stati trattati e curati nei tre ambulatori allestiti nella piazza cittadina. I dottori/studenti, due per ambulatorio, hanno raccolto l’anamnesi dei pazienti chiedendo le informazioni necessarie al genitore del pupazzo (il bambino). I pazienti sono stati misurati e visitati con finti strumenti di diagnosi, e curati con bende, cerotti, caramelle e coccole, favole o carezze, nella farmacia dell’ospedale.

 Ben 180 bambini si sono presentati nella giornata di domenica con i loro genitori, testimoniando che l’iniziativa è stata ben pubblicizzata. I loro pupazzi erano affetti dalle più svariate malattie, dal mal di pancia al cancro per fumo, dall’indigestione di miele alla vaccinazione contro l’influenza aviaria. La Croce Rossa ha poi messo a disposizione un’ambulanza che è servita per due simulazioni d’emergenza, a sirene spiegate, per la rianimazione di un pupazzo enome.

I genitori si sono mostrati entusiasti e l’evento è stato seguito anche da alcuni ragazzi osservatori del SISM di Padova, Siena, Roma e Monza. Inoltre hanno presenziato all’aperitivo offerto in piazza da Altopalato alcuni professori, tra cui il Preside di Facoltà Caimi, e i professori Manca e Cancarini.





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11 ottobre 2005

ZA ZA ZA ZANZIBAAAAR!






ZANZIBAR




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5 agosto 2005

MY PARADISE-LAGO DI GARDA 2005, VAGABONDANDO..

A voi le foto della mia giornata in giro per il mio amatissimo lago con Vagabondando..
A voi le emozioni che trasudano da queste immagini, la luce che trapassa la mente e sfiora la pelle, il vento che tira forte da nord sulla faccia, l'acqua che ristora e che costringe gentile le mie radici in questi luoghi. Ps:vietata la riproduzione senza il mio consenso.


IL MONTE BALDO VISTO DALLA GARDESANA OCCIDENTALE


CAMPIONE DEL GARDA


CAMPIONE DEL GARDA


LE CASCATE DEL VARONE


LAGO DI TENNO


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15 luglio 2005

DISEGNO ANATOMICO 2






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7 luglio 2005

DISEGNO ANATOMICO 1-CASSERI


national library of medicine




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7 luglio 2005

RESURREZIONE O INCARNAZIONE?


Da: Il libro dei Segreti di Osho Rajneesh

Ero in una città. Venne da me un uomo: era un musulmano. Io però non lo sapevo, non ne ero consapevole. Ed egli era vestito in modo tale da sembrare un indù. Non solo sembrava un indù, ma anche il suo parlare era tipicamente indù. Mi fece una domanda. Disse: "I Musulmani, i Cristiani dicono che c'è una vita sola. Gli Indù, i Buddhisti e i Giainiti dicono che ci sono molte vite - una lunga sequenza di vite, e che, a meno che uno sia Liberato, si continua a rinascere moltissime volte. Perciò che cosa ne dici tu? Se Gesù era un Illuminato doveva pur saperlo. Ed anche Muhammad, o Mosè, devono averlo saputo che ci sono molte vite e non solo una, se erano Illuminati. E se tu dici che hanno ragione, che dire allora di Mahavira, Krisna, Buddha e Sankara? Una cosa è certa, non possono essere tutti Illuminati.
Se ha ragione il Cristianesimo, allora Buddha ha torto, Krisna ha torto, Mahavira ha torto. E se hanno ragione Mahavira, Krisna e Buddha, allora Muhammad, Gesù e Mosè hanno torto. Spiegami dunque. Sono molto perplesso; sono in un garbuglio - confuso. E non possono avere ragione entrambi. Come possono avere entrambi ragione? O ci sono molte vite o ce n'è una sola". Era un uomo molto intelligente, e aveva studiato molte cose, perciò disse: "Non puoi solo evadere la domanda e dire che hanno entrambi ragione. Non possono avere entrambi ragione. È logicamente così. Non possono avere entrambi ragione".
Ma io gli dissi: "Non è necessario che sia così. Il tuo approccio è assolutamente sbagliato. Sono entrambi degli artifici. Nessuno dei due ha ragione e nessuno dei due ha torto. Sono entrambi degli artifici. Gli divenne impossibile capire che cosa io intendessi con artificio.
Muhammad, Gesù e Mosè stavano parlando ad un certo tipo di mente, e Buddha, Mahavira, Krisna parlavano ad una mente molto diversa. Ci sono in verità due religioni che sono la fonte delle altre - quella indù e quella ebraica. Perciò tutte le religioni nate dall'India, tutte le religioni nate dall'Induismo, credono nella rinascita, in molte nascite, e tutte le religioni nate dal pensiero ebraico - Islam, Cristianesimo - credono in una sola vita. Questi sono due artifici.
Cercate di comprenderlo. Dato che le nostre menti sono fisse, noi prendiamo le cose come teorie e non come artifici. Perciò molte volte la gente viene da me e mi dice: "Un giorno dici che è giusto questo, e un altro giorno dici che è giusto quello, non possono essere giuste tutte e due le cose". Naturalmente, non possono essere giuste tutte e due le cose, ma nessuno sta dicendo che lo siano. Io non mi occupo di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato. Mi interessa solamente quale artificio funzioni.
In India usano questo artificio delle molte vite. Perché? Ci sono molti motivi. Tutte le religioni nate in Occidente, particolarmente dal pensiero ebraico, erano religioni di gente povera. I loro profeti non erano colti. Gesù non era colto, Muhammad non era colto, Mosè non lo era. Erano tutti poco colti, non sofisticati, semplici, e parlavano a delle masse che non erano per niente sofisticate, che erano povere. Non erano ricche. Per un uomo povero, una vita è più che sufficiente - più che sufficiente! Sta morendo di fame. Se gli dici che ci sono tante vite, che continuerete a rinascere sempre di nuovo, che vi muoverete in una ruota di mille e una vita, il poveraccio si sentirà solamente frustrato per l'intera cosa. "Che cosa stai dicendo?" un poveraccio chiederà: "Una vita è fin troppo, quindi non parlarci di mille e una vita, di un milione di vite. Non dir questo. Dacci il paradiso subito dopo questa vita". Dio diventa una realtà solo se può venir raggiunto dopo questa vita - immediatamente. Buddha, Mahavira, Krisna parlavano ad una società molto ricca. Oggi è diventato difficile comprendere perché l'intera ruota si è girata. Ora l'Occidente è ricco ed è l'Oriente ad essere povero. A quei tempi l'Oriente era ricco e l'Occidente era povero. Tutti gli Avatara indù, tutti Tirthamkara (Maestri del Mondo) Giainiti, tutti i Buddha (Risvegliati) erano principi. Appartenevano a famiglie reali. Erano colti, educati, raffinati in ogni modo possibile. Non potete rendere un Buddha più raffinato. Era assolutamente fine, colto, educato. Non gli si sarebbe potuto dare nulla in più. Anche se Buddha venisse oggigiorno, non gli si potrebbe dare nulla in più. Perciò essi parlavano ad una società ricca. Ricordate, in una società ricca ci sono dei problemi differenti. Per una società ricca, il piacere non ha senso, il paradiso è senza senso. Per una società povera il paradiso ha molto senso. Se la società sta già vivendo in paradiso, il paradiso non ha più senso. Perciò non potete più proporre il paradiso. Non potete creare un incentivo a fare qualcosa per il paradiso: ci sono già - e annoiati. Perciò Buddha, Mahavira, Krisna non parlano del paradiso. Parlano di libertà. Non parlano di un piacevole mondo dell'al di là. Parlano di un mondo trascendentale dove non c'è né dolore né piacere. Il paradiso di Gesù non li avrebbe certo attratti. Ci erano già. E, in secondo luogo, il vero problema per un uomo ricco è la noia. Ad un uomo povero, promettetegli il piacere nel futuro. Per un uomo povero il problema è la sofferenza. Per un uomo ricco la sofferenza non è il problema. Per un uomo ricco il problema è la noia. È annoiato di tutti i piaceri.[...]


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22 giugno 2005

TEMPORALE

Aprire gli occhi di mattina, socchiuderli per un attimo e trovarsi già in un pomeriggio torrido della nuova estate. Un'estate invernale per ora, con tratti psicologici di fuga, misti alla voglia indispensabile di sole. Fa caldo. Camminare quindi lenti verso il frigo alla ricerca di un succo d'arancia. Versarlo in un bicchiere, pensare di trangugiarlo e invece sorseggiarlo al ritmo di una succhiatina al minuto per sessanta interminabili istanti, mentre le persiane alle finestre sono ancora chiuse, e da fuori filtra l'impressione di una decina di gradi di temperatura in in più rispetto all'interno. Scrivo due pensieri ed è già trascorsa mezz'ora. Se ne penso un'altra temo si facciano le sei. Penso. Brutto affare. Ma preferisco ancora una personalità depressiva ad una nevrotica. Senza dubbio più utile a me stessa. Persa nei miei demoni.

(strada x Tremosine, Lago di Garda)


"Credevi che un eremita vivesse in un eremo
e invece abita in una casetta con giardino
in un gaio boschetto di betulle,
dieci minuti dalla strada,
per un sentiero con cartelli segnaletici."

                                                     Wislava Szymborska


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15 aprile 2005

PERCEZIONI

Io mi stupisco, vado avanti e non smetto di stupirmi, succede sempre che un nuovo evento mi regali, e non sempre si tratta di cosa gradita, nuove visioni del mondo, o meglio degli esseri umani e della loro infinita, della mia infinita, piccolezza.Siamo tutti sulla stessa barca, chi prima chi dopo cade tra i flutti con qualche distratto o ignobile o calcolato sbilanciamento della barchetta. Ma ci vuole la patente nautica, vero, per portare il nostro mezzo in acqua, vero? Ecco, prendiamocela questa responsabilità. Ricordiamoci che le nostre azioni in buona parte dipendono da noi, con i loro effetti buoni o nefasti e che l'abitudine, ormai assunta come modello, di scrollarsi di dosso ogni merito o colpa in nome della negazione della morale, non porta a nessuno grandi guadagni. Morale..guai a chi ne parla vero? Perchè ci sentiamo offesi se qualcuno osa giudicare i nostri comportamenti, se viviamo in un paese di diecimila abitanti in cui le nostre azioni sono più o meno palesi agli occhi di tutti..Beh, viva la morale, dico io, io che amo la libertà e l'indipendenza e odio i giudici e le bavosità pseudocristiane, io che non sopporto i giudizi su di me , ma li ascolto e se posso e voglio replico a gran voce, io dico viva la morale! 
Il limite serve, deve esserci, e limite del rispetto umano non è per me cosa della cui nobiltà o meno  si possa discutere. C'è e basta. Non tiratemi in ballo cazzate, sappiamo tutti cosa è il rispetto. Perchè questo post? Perchè uscire a cena e parlare con dei medici che a fine serata esclamano "son le tre di notte domani mattina si lavora..ma si tanto chi se ne frega dei malati?quelli si arrangiano!" mi fa profondamente male. Qualcuno di loro leggerà questo post? Ben venga, ben venga..




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7 febbraio 2005

LA DANZATRICE DI GIBRAN

La danzatrice

Per un giorno, la corte del principe invita una danzatrice
accompagnata dai suoi musicisti.

Ella fu presentata alla corte,
poi danza davanti al principe
al suono del liuto, del flauto e della chitarra.

Ella danza la danza delle stelle e quella dell'universo;
poi ella danza la danza dei fiori che vorticano nel vento.
E il principe ne rimane affascinato.

Egli la prega di avvicinarsi.
Ella si dirige allora verso il trono
e s'inchina davanti a lui.
E il principe domanda:

"Bella donna, figlia della grazia e della gioia, da dove viene la tua arte?
Come puoi tu dominare la terra a l'aria nei tuoi passi,
l'acqua e il fuoco nel tuo ritmo?"

La danzatrice s'inchina di nuovo davanti al principe e dice:

"Vostra Altezza, io non saprei rispondervi,
ma so che:

L'Anima del filosofo veglia nella sua testa.
L'anima del poeta vola nel suo cuore.
L'Anima del cantante vibra nella sua gola.
Ma l'anima della danzatrice vive in tutto il suo corpo."

Gibran Khalil Gibran.


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19 gennaio 2005

SHAKTI

Lasciatemi un commento su questa immagine, voglio sapere a cosa pensate se guardate questa immagine..

 

 

 

 

 

 

 

 

 




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19 gennaio 2005

RADIODERVISH

Se non lo avete ancora fatto..ascoltateli...


 


 


 


 


 


L'esigenza di unirmi ogni volta con te
E ogni volta mostrare la mia vanità
Come dolce follia
S'interessa di me
Ma se è amore perdonami
perché unendo divido anche il mondo a metà
Forse è un angelo che si diverte così

Miele nel vino tu sei
Piccola venere
L'indifferenza ti fa
Altissima

E chiamai disordine
Quelle armonie in me
Credevo all'abitudine
Le parole amore mio
Serviranno a fingere
Che voglia non ho più di te

I discorsi che faccio quando sto con me
Sono esempi perfetti di banalità
Se non parlo con te
Se non parlo di te

Ogni istante decidere
Ma il mio corpo è imperfetto e non basta più a sé
E' una sete che so
Non mi lascerà più

"L'esigenza" - Radiodervish

www.radiodervish.com


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2 gennaio 2005

SUGGESTIONI (LA MIA CITTà MI SUGGERISCE..)

..di andare verso l'alto, e salire sul castello, e fotografare tutt'intorno, e respirarne l'aria buona. La mia bella Brescia col suo quartiere antico che pare un souk... e mi porta dalle terre calde i bei visi scuri. La terra del mio sangue si mescola alla terra dei miei desideri, e tutto il mio mondo sta qui.





 




 





 










 





 





 





 










 





 





 


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1 gennaio 2005

LA FINESTRA SUL CORTILE-MERENDA COI CACHI / LOTI

Guardate gli uccelli del cielo..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




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1 gennaio 2005

SISTER

 

 

 

 

 

 

 

 





 

 

 








 


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29 dicembre 2004

CHIANCINU L'OCCHI MEI

 Ho trascritto questa canzone degli Agricantus, s'intitola "Amatevi"..è qualcosa di eccezionale..con un sottofondo di ninnananna berbera..in attesa di aver l'esatta trascrizione mentre il loro sito è sospeso. Volevo linkarvela a qualche mp3 ma non ho trovato niente. Si accettano correzioni.


 


Chiancinu l’occhi mei


un s’asciugari


amuri ca da iu lassai


m’accumpagnu p’a via


cchi mei suspiri


u cielu supra’mmia m’aiuta a chianciri…


 


luce c’o sole..c’a luna..


‘a notte s’abbuia..


jornu che fuje..


disiu di pace..


scantu di guerra..sciatu..paroli..


l’acqua s’asciuga cusì cù si bagna..


disiu di pace..scantu di guerra..


 


Chiancinu l’occhi mei


un s’asciugari


amuri ca da iu lassai


m’accumpagnu p’a via


cchi mei suspiri


u cielu supra’mmia m’aiuta a chianciri…

 


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